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Aggiottaggio e Responsabilità Enti: Modello Organizzativo Valido, Dirigenti Fraudolenti

La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità amministrativa degli enti, dove un’Azienda era accusata di aggiotaggio, commesso dai suoi vertici attraverso false comunicazioni. La difesa sosteneva l’adeguatezza del modello organizzativo e l’elusione fraudolenta da parte dei dirigenti. La Cassazione ha respinto il ricorso del Procuratore Generale, confermando l’idoneità del modello organizzativo dell’Azienda. Ha stabilito che la condotta dei dirigenti, pur illecita, aveva aggirato il modello in modo fraudolento e imprevedibile. L’assenza di piena autonomia dell’organismo di vigilanza non ha avuto un nesso causale con il reato. Pertanto, l’Azienda non è stata ritenuta responsabile.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 23401 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 23401/2022)

La Responsabilità Amministrativa degli Enti: Un Caso di Aggiottaggio e Modelli Organizzativi

La responsabilità amministrativa degli enti è un tema cruciale nel diritto societario moderno. Essa riguarda la possibilità che una società venga sanzionata per reati commessi dai suoi dirigenti o dipendenti. La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata su un caso complesso che coinvolgeva un’Azienda accusata di aggiottaggio, un reato di manipolazione del mercato. Questa sentenza offre importanti chiarimenti sull’efficacia dei modelli organizzativi e sulla natura della condotta dei vertici aziendali.

Il Fatto: False Comunicazioni e Accusa di Aggiottaggio

Il caso ha origine da un’accusa mossa contro un’Azienda. I suoi massimi dirigenti, il Presidente e l’Amministratore Delegato, avevano diffuso notizie false sulle previsioni di bilancio e sulla solvibilità di una controllata. Questa condotta ha portato all’accusa di aggiottaggio, un reato che mira a manipolare il valore delle azioni sul mercato. Di conseguenza, l’Azienda si è trovata a dover rispondere dell’illecito amministrativo derivante da tale reato, secondo la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Il Modello Organizzativo: Scudo o Simulacro?

L’Azienda aveva adottato un modello organizzativo, un insieme di procedure interne volte a prevenire la commissione di reati. Tuttavia, la questione centrale era se questo modello fosse realmente idoneo ed efficace. I giudici di merito avevano inizialmente assolto l’Azienda, ritenendo il modello adeguato. Il Pubblico Ministero aveva contestato questa decisione, sostenendo che l’organismo di vigilanza, preposto al controllo, non avesse poteri sufficientemente autonomi e che la condotta dei dirigenti non fosse una mera inosservanza, ma un’elusione fraudolenta.

L’Autonomia dell’Organismo di Vigilanza nella Responsabilità Amministrativa degli Enti

Un punto chiave della discussione ha riguardato l’autonomia dell’organismo di vigilanza. Questo organo interno ha il compito di monitorare il funzionamento e l’osservanza del modello organizzativo. La Corte di Cassazione ha sottolineato che un organismo di vigilanza, per essere efficace, deve godere di poteri autonomi e non deve essere direttamente dipendente dai soggetti che dovrebbe controllare. Nel caso specifico, l’organismo era posto alle dirette dipendenze del Presidente, sollevando dubbi sulla sua effettiva indipendenza.

L’Elusione Fraudolenta: Quando la Condotta Aggira il Modello

La sentenza ha chiarito la differenza tra una semplice violazione delle regole del modello e un’elusione fraudolenta. L’elusione fraudolenta implica una condotta ingannevole, falsificatrice e subdola, posta in essere dai dirigenti per aggirare il modello. Se i dirigenti riescono a commettere il reato nonostante un modello adeguato, proprio perché lo hanno aggirato con astuzia, la responsabilità dell’ente può essere esclusa. Questo perché il reato non deriva da una “colpa di organizzazione” della società, ma da una scelta personale e ingannevole dei singoli.

Le Motivazioni della Sentenza sulla Responsabilità Amministrativa degli Enti

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che il modello organizzativo dell’Azienda fosse idoneo a prevenire reati di comunicazione, pur non prevedendo un controllo preventivo totale sui comunicati dei vertici. La Corte ha riconosciuto un margine di autonomia agli organi apicali, essenziale per le loro funzioni. La condotta dei dirigenti, che avevano alterato i dati e diffuso informazioni false, è stata considerata un’elusione fraudolenta. Questa elusione è stata resa possibile da un accordo estemporaneo tra i dirigenti, che ha impedito qualsiasi interlocuzione interna. La Cassazione ha escluso che la mancanza di piena autonomia dell’organismo di vigilanza avesse un nesso causale diretto con la diffusione delle false informazioni. Non è stato dimostrato che i dirigenti abbiano potuto agire in quel modo a causa della debolezza dell’organismo di vigilanza. La loro azione è stata vista come un atto ingannevole interno, che ha tradito la fiducia degli organi societari.

Le Conclusioni: L’Azienda Non Risponde per Aggiottaggio

In conclusione, la Corte di Cassazione ha confermato l’assoluzione dell’Azienda dalla responsabilità amministrativa. Il ricorso del Procuratore Generale è stato respinto. La sentenza ha ribadito che, per attribuire la responsabilità all’ente, deve esserci un legame causale tra la carenza del modello organizzativo e il reato commesso. Nel caso specifico, la condotta dei dirigenti è stata qualificata come un’elusione fraudolenta del modello, un’azione così subdola da non poter essere prevenuta da un modello pur idoneo. Questo significa che l’Azienda non è stata ritenuta colpevole per l’aggiottaggio, poiché il sistema di prevenzione era stato aggirato con un comportamento ingannevole e imprevedibile dei suoi vertici. La decisione chiarisce i limiti della responsabilità amministrativa degli enti quando i reati sono frutto di una condotta fraudolenta e personale dei dirigenti, che va oltre la semplice violazione delle procedure interne.

Quando una società è responsabile per i reati commessi dai suoi dirigenti?
Una società è responsabile se il reato è stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio e se non aveva adottato un modello organizzativo idoneo a prevenirlo, o se il modello non è stato efficacemente attuato.

Cosa si intende per ‘elusione fraudolenta’ del modello organizzativo?
L’elusione fraudolenta è una condotta ingannevole e subdola dei dirigenti che aggira intenzionalmente le regole del modello organizzativo, rendendolo inefficace e permettendo la commissione del reato.

L’autonomia dell’organismo di vigilanza è sempre decisiva per la responsabilità dell’ente?
L’autonomia è importante, ma non sempre decisiva. Se la condotta illecita dei dirigenti è un’elusione fraudolenta, non collegata causalmente alla mancanza di autonomia dell’organismo, l’ente può non essere ritenuto responsabile.

Termini giuridici

Responsabilità amministrativa degli enti
La responsabilità di una società o organizzazione per reati commessi dai suoi dirigenti o dipendenti, se il reato è stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente e non era stato prevenuto da un adeguato modello organizzativo.
Modello organizzativo
Un insieme di regole e procedure interne che una società adotta per prevenire la commissione di reati da parte dei suoi dipendenti o dirigenti.
Organismo di vigilanza
Un organo interno alla società, con compiti di controllo, che deve assicurare il corretto funzionamento e l'aggiornamento del modello organizzativo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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