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Opponibilità Cessione Crediti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Opponibilità Cessione Crediti: Banca Batte Creditore Pignorante
Una società creditrice pignora un credito che il suo debitore vanta verso un ente pubblico. Tuttavia, una banca interviene sostenendo di aver già acquistato quel credito tramite un contratto di factoring, notificato e accettato dall'ente pubblico due anni prima del pignoramento. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'opponibilità della cessione crediti non richiede necessariamente la prova del pagamento del corrispettivo, come sosteneva il creditore. È sufficiente applicare la regola generale del codice civile: la notifica o l'accettazione della cessione con data certa anteriore al pignoramento. Di conseguenza, la banca ha la precedenza sul creditore pignorante, che perde la causa.
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Opponibilità cessione crediti: la Cassazione decide
Una società di factoring si è vista negare l'opponibilità di una cessione di crediti nei confronti del fallimento di un'impresa cliente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7415/2024, ha riformato la decisione di merito, accogliendo quasi tutti i motivi di ricorso. L'ordinanza chiarisce punti fondamentali sull'opponibilità cessione crediti, stabilendo che un timbro postale può conferire data certa anche se apposto sul retro di un documento e che, per l'opponibilità, è sufficiente la prova del pagamento parziale del corrispettivo, non necessariamente riferito a specifici crediti. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Opponibilità cessione crediti: la Cassazione chiarisce
Una banca aveva acquistato crediti tramite factoring, notificando l'operazione al debitore. Successivamente, la società cedente è fallita. I tribunali di merito hanno dichiarato l'inefficacia della cessione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32782/2024, ha ribaltato la decisione, chiarendo che l'opponibilità della cessione dei crediti può essere ottenuta alternativamente tramite pagamento con data certa (secondo la legge sul factoring) o tramite notifica al debitore (secondo il codice civile). La speciale azione di inefficacia prevista dalla legge sul factoring si applica solo al primo caso. Nel secondo, il curatore deve esperire l'azione revocatoria ordinaria.
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Opponibilità cessione crediti: la Cassazione decide
Una società di factoring si è vista negare l'ammissione al passivo di un fallimento perché i pagamenti effettuati non avevano data certa. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'opponibilità cessione crediti, garantita dalla data certa del contratto quadro di factoring e delle singole cessioni, si estende anche ai pagamenti. Di conseguenza, la prova dei pagamenti può essere fornita anche tramite estratti conto, rendendo il credito esigibile nei confronti della massa fallimentare.
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Opponibilità cessione credito: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante l'opponibilità della cessione del credito derivante da un contratto d'appalto pubblico. La decisione si fonda su un vizio procedurale: la società ricorrente non ha impugnato tutte le autonome ragioni giuridiche (rationes decidendi) su cui si basava la sentenza d'appello. La Corte sottolinea che, per ottenere l'annullamento di una sentenza fondata su più motivazioni, è necessario censurarle tutte con successo, altrimenti la statuizione passa in giudicato.
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Opponibilità cessione credito: guida alla sentenza
Una società finanziaria agisce contro un ente pubblico per il pagamento di crediti derivanti da forniture, ottenuti tramite cessione. L'ente si oppone, sostenendo la necessità della sua adesione secondo una vecchia normativa. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per un vizio di notifica, ma chiarisce un punto fondamentale sull'opponibilità cessione credito: si applica la legge vigente al momento della cessione (in questo caso il Codice degli Appalti del 2006), che non richiede più l'adesione della PA, ma un meccanismo di silenzio-assenso.
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Opponibilità cessione credito: il No della Cassazione
Un istituto di credito ha agito in giudizio contro un'azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di interessi moratori su crediti acquisiti tramite factoring da alcune case di cura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio chiave in materia di opponibilità della cessione del credito verso la Pubblica Amministrazione: senza una formale accettazione da parte dell'ente pubblico debitore, la cessione non è efficace nei suoi confronti. La decisione si fonda sulla normativa speciale per la contabilità di Stato e sulle specifiche previsioni contrattuali tra le parti originarie.
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