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Onere (o Modus)

Definizione

Un obbligo imposto dal testatore a carico dell'erede o del legatario, che li costringe a compiere una determinata azione per soddisfare un interesse morale del defunto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risoluzione della donazione per inadempimento: i limiti degli eredi
La Donante intestava un appartamento a due Beneficiari, riservandosi l'usufrutto. L'atto menzionava un onere di assistenza e la natura remuneratoria del gesto. Alla morte della donna, gli Eredi chiedevano al Tribunale l'annullamento dell'atto per incapacità e la risoluzione della donazione per inadempimento dell'onere, sostenendo che i Beneficiari si fossero trasferiti altrove. Il Tribunale accoglieva la domanda di risoluzione. La Corte d'Appello ribaltava la decisione, rigettando le pretese degli Eredi. La Corte di Cassazione ha confermato il verdetto di secondo grado: la risoluzione della donazione per inadempimento dell'onere richiede un'espressa clausola contrattuale. Un generico richiamo alla legge non basta per annullare la liberalità. Gli Eredi perdono definitivamente la causa e devono pagare le spese di giudizio.
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Onere testamentario: l’obbligo morale vince sul profitto
Una zia nomina erede universale un nipote, imponendogli l'onere testamentario di costruire un ospedale in Africa, e lascia un legato immobiliare all'altro nipote. Quest'ultimo impugna il testamento e chiede l'adempimento dell'onere. La Corte d'appello respinge le richieste, ritenendo tardive le prove penali sopravvenute e negando al nipote escluso la legittimazione ad agire per l'adempimento. La Cassazione accoglie il ricorso del nipote escluso: stabilisce che i documenti formati dopo i termini istruttori di primo grado sono ammissibili in appello e che i prossimi congiunti hanno sempre il diritto di esigere l'adempimento dell'onere morale, anche senza un vantaggio economico diretto. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Onere di Alloggio su Casa all’Asta: il Diritto dei Genitori Vince?
Dei genitori donano un immobile al figlio con una clausola che garantisce loro il diritto di alloggio a vita. Anni dopo, la casa viene pignorata e venduta all'asta. L'acquirente ne chiede la liberazione, ma i genitori si oppongono. Il caso si concentra sulla opponibilità onere di alloggio. Il Tribunale dà ragione ai genitori, equiparando il loro diritto a una locazione trascritta e quindi opponibile al nuovo proprietario. L'acquirente ricorre in Cassazione, sostenendo che si tratti di un obbligo personale del solo figlio. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, ha rilevato un difetto di notifica e ha ordinato la sua rinnovazione, lasciando la questione in sospeso.
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Prelazione testamentaria: il valore del ‘desiderio’
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della prelazione testamentaria. Il caso riguarda una clausola in un testamento che esprimeva il 'desiderio' del defunto che gli eredi si preferissero a vicenda in caso di vendita dei beni ereditati. I giudici di merito avevano interpretato tale espressione come un mero auspicio morale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, se il testamento prevede una sanzione specifica (in questo caso, la riduzione alla sola quota di legittima) per chi non rispetta tale 'desiderio', questo si trasforma in un obbligo giuridico vincolante, configurando una vera e propria prelazione testamentaria.
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