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Onere allegatorio

Definizione

Il dovere di una parte in causa di non solo produrre i documenti, ma anche di spiegare chiaramente nei propri scritti difensivi quali fatti intende dimostrare con essi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto all’assunzione: l’accordo sindacale non basta senza prove
Una lavoratrice ha richiesto il riconoscimento del proprio diritto all'assunzione presso una nuova compagnia aerea, basandosi su un accordo collettivo siglato dai sindacati per assorbire il personale di una società in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice. I giudici hanno chiarito che l'accordo collettivo non costituiva un contratto a favore di terzi, poiché i beneficiari non erano determinabili automaticamente. Inoltre, la lavoratrice non ha assolto l'onere della prova: non ha dimostrato di possedere requisiti superiori rispetto ai colleghi assunti, omettendo in particolare di documentare la propria situazione relativa ai carichi familiari, uno dei criteri di scelta concordati. Di conseguenza, la richiesta di assunzione e il risarcimento del danno sono stati definitivamente respinti.
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Falsa attestazione e particolare tenuità del fatto: no al ricorso
L'Imputata è stata condannata per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale. Ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione d'ufficio della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e contestando il calcolo della pena per reato continuato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per contestare la mancata concessione della particolare tenuità del fatto, il ricorrente deve indicare con precisione i presupposti concreti che la giustificano. Inoltre, la determinazione della pena è avvenuta correttamente, individuando prima il reato più grave e applicando poi l'aumento per la continuazione. L'Imputata perde il ricorso e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Vizio di Extrapetizione: Giudice annulla più del richiesto, Cassazione interviene
Un'Azienda creditrice si scontra con un Comune per il pagamento di fatture relative a tributi. Il Comune eccepisce la prescrizione solo per alcuni crediti, ma la Corte di Giustizia Tributaria la dichiara anche per altri, non contestati. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ravvisando un chiaro vizio di extrapetizione. Il giudice, infatti, non può pronunciarsi oltre i limiti delle domande e delle eccezioni sollevate dalle parti. La prescrizione deve essere specificamente eccepita dal debitore e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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