LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Nullità Parziale

Pagina 6 di 8

Provvedimenti

Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema della nullità parziale fideiussione basata su schemi ABI anticoncorrenziali. Dei garanti hanno citato in giudizio una banca chiedendo la nullità totale della loro garanzia. La Corte ha rigettato la richiesta, ribadendo che la nullità colpisce solo le singole clausole illecite, non l'intero contratto, salvo che la parte interessata provi che tali clausole fossero essenziali. La garanzia, depurata dalle clausole nulle, resta quindi valida. La Corte ha, tuttavia, accolto il motivo relativo alla ripartizione delle spese processuali, compensandole tra le parti.
Continua »
Fideiussione ABI e Foro Esclusivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori, chiarendo importanti principi. In primo luogo, ha stabilito che la clausola che indica un foro competente non è esclusiva se non espressamente specificato. Inoltre, ha confermato che l'erede con beneficio di inventario ha legittimazione passiva per i debiti del defunto, seppur con responsabilità limitata. Riguardo alla fideiussione ABI, ha ribadito il principio della nullità parziale, limitata alle sole clausole anticoncorrenziali, e non estesa all'intero contratto. Infine, ha precisato che in caso di azione basata su un accordo transattivo, l'onere della prova del creditore si ferma alla produzione della transazione stessa.
Continua »
Decadenza Fideiussione: nullità parziale e salvezza
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado, liberando i garanti da un'obbligazione fideiussoria. La decisione si fonda sulla nullità parziale del contratto di fideiussione, specificamente delle clausole che derogavano all'art. 1957 c.c. La Corte ha stabilito che, a seguito della nullità di tali clausole, la banca è incorsa in decadenza per non aver agito contro il debitore principale entro sei mesi, perdendo così il diritto di rivalersi sui garanti.
Continua »
Obbligazione contrattuale: validità della fornitura
Una società di distribuzione, dopo aver acquisito un ramo d'azienda da un ente locale, ha contestato la validità della sua obbligazione contrattuale di fornire energia gratuitamente. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'impegno era una componente valida del corrispettivo pattuito e che l'eccezione di nullità per contrasto con l'oggetto sociale era stata sollevata tardivamente e senza adeguato supporto probatorio.
Continua »
Imposta di registro fissa per nullità contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32137/2025, ha stabilito che una sentenza che dichiara la nullità di clausole di un contratto bancario e condanna l'istituto di credito alla restituzione di somme è soggetta a imposta di registro fissa e non proporzionale. La decisione si fonda sulla natura dichiarativa della nullità dell'atto, che prevale sulla condanna restitutoria. Viene chiarito che il principio di alternatività IVA/Registro non si applica a queste fattispecie, consolidando un importante orientamento in materia fiscale.
Continua »
Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
Con l'ordinanza n. 26376/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che una fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali, conformi allo schema ABI, è soggetta a nullità parziale. La nullità colpisce unicamente le clausole illecite e non si estende all'intero contratto, a meno che la parte interessata non provi l'essenzialità di tali clausole. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva dichiarato la nullità totale d'ufficio, ribadendo che l'onere della prova per l'estensione della nullità grava sul garante.
Continua »
Fideiussione ABI: quando il ricorso è inammissibile
Un garante ha impugnato un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione ABI, sostenendone la nullità totale per violazione delle norme antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che non affrontavano specificamente la motivazione della sentenza d'appello e non tenevano conto del principio di nullità parziale, ormai consolidato dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
Continua »
Diritto uso parcheggio: la Legge Ponte prevale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18686/2024, ha riaffermato la prevalenza del diritto uso parcheggio per i condomini, stabilito dalla L. 765/1967 (Legge Ponte), sul diritto di prelazione vantato dal locatario di tali aree. La Corte ha stabilito che il vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio rende parzialmente nullo qualsiasi contratto, come una locazione, che sottragga tali spazi al loro uso pertinenziale, impedendo così la nascita di un valido diritto di prelazione in capo al conduttore.
Continua »
Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito il principio della nullità parziale fideiussione per i contratti che replicano lo schema ABI, giudicato anticoncorrenziale. Dei fideiussori avevano richiesto la nullità totale del loro contratto di garanzia, ma la Corte ha respinto il ricorso. È stato stabilito che solo le singole clausole viziate sono nulle, mentre il resto del contratto rimane valido, a meno che il garante non dimostri che non avrebbe mai firmato senza quelle specifiche clausole. La decisione conferma un orientamento consolidato che protegge la stabilità dei contratti bancari.
Continua »
Nullità parziale accordo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di un accordo sindacale in contrasto con norme imperative di legge è nulla, ma tale nullità non si estende automaticamente all'intero accordo. In un caso riguardante il calcolo dell'orario di lavoro, la Corte ha chiarito che si applica il meccanismo della sostituzione automatica della clausola nulla con la norma di legge. La parte che sostiene che l'accordo non sarebbe stato concluso senza quella clausola ha l'onere di provarlo. La sentenza di merito, che aveva dichiarato inammissibile la domanda dei lavoratori basandosi sul principio di inscindibilità, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola di un accordo aziendale che esclude dal calcolo dell'orario di lavoro parte del tempo di viaggio dei tecnici per raggiungere il primo cliente è nulla. Secondo i giudici, tale clausola viola norme imperative di legge e viene automaticamente sostituita da queste ultime, senza invalidare l'intero accordo. La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto la domanda inammissibile, temendo un'alterazione dell'equilibrio contrattuale, ma la Cassazione ha ribadito che il meccanismo della sostituzione automatica serve proprio a preservare il contratto, sanando la singola illegalità.
Continua »
Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
Due tecnici hanno citato in giudizio la loro azienda, una società di telecomunicazioni, a causa di un accordo aziendale che escludeva dal calcolo della retribuzione i primi 30 minuti di tempo di viaggio giornaliero (sede-primo cliente e ultimo cliente-sede). La Corte di Cassazione ha confermato che tale tempo di viaggio costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e deve essere retribuito. Di conseguenza, ha dichiarato nulla la clausola della 'franchigia' non pagata. La Corte ha inoltre precisato che, una volta stabilito il diritto alla retribuzione, il giudice di merito ha il dovere di quantificare le somme dovute, anche in assenza di una prova dettagliata da parte del lavoratore per ogni singola giornata, rinviando il caso alla Corte d'Appello per la determinazione degli importi.
Continua »
Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16675/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da tecnici itineranti per recarsi dalla sede aziendale al primo cliente e per tornare dall'ultimo cliente costituisce orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha dichiarato nulla la clausola di un accordo aziendale che prevedeva una franchigia non retribuita di 30 minuti, affermando che la norma imperativa prevale. Inoltre, ha chiarito che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, spetta al giudice quantificare le somme dovute, anche avvalendosi dei dati di geolocalizzazione dei mezzi aziendali, senza che l'onere della prova gravi interamente sul lavoratore.
Continua »
Nullità parziale contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni clienti contro un istituto di credito. I ricorrenti lamentavano la nullità dei contratti per anatocismo, truffa e usura. La Corte ha confermato la decisione d'appello, ribadendo il principio della nullità parziale contratto: la presenza di una clausola illegittima sull'anatocismo non annulla l'intero accordo, ma solo la clausola stessa. Il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, compito non spettante alla Corte di Cassazione.
Continua »
Fideiussione ABI nulla: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società e il suo garante hanno contestato un debito bancario, sostenendo la nullità di una fideiussione basata sullo schema ABI anticoncorrenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: la "Fideiussione ABI nulla" comporta una nullità solo parziale, limitata alle clausole illecite, senza invalidare l'intero contratto. Inoltre, ha chiarito che l'eccezione di decadenza del creditore non può essere sollevata per la prima volta in appello, in quanto costituisce una domanda nuova.
Continua »
Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
Continua »
Nullità parziale fideiussione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un garante. Nonostante la riconosciuta nullità parziale della fideiussione per clausole anticoncorrenziali (schema ABI), la conseguente domanda di decadenza del creditore non era stata tempestivamente proposta nelle fasi di merito, risultando una domanda nuova e quindi inammissibile.
Continua »
Orario di lavoro effettivo: il tempo per il login vale
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che il tempo impiegato da un lavoratore tra la timbratura del cartellino all'ingresso e il login alla postazione di lavoro deve essere considerato orario di lavoro effettivo e, di conseguenza, retribuito. La Corte ha respinto il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, la quale sosteneva che tale periodo non fosse sotto il suo diretto potere di controllo. Secondo i giudici, tutte le attività preparatorie, necessarie e obbligatorie per l'inizio della prestazione, rientrano a pieno titolo nell'orario di lavoro, poiché il dipendente è già a disposizione dell'azienda.
Continua »
Orario di lavoro: il tempo per log-in è retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14843/2024, ha stabilito che il tempo impiegato dal lavoratore per spostarsi dall'ingresso aziendale alla postazione e per avviare i sistemi informatici rientra a pieno titolo nell'orario di lavoro e deve essere retribuito. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso di una grande società di telecomunicazioni, confermando la nullità della clausola del contratto aziendale che escludeva tale periodo dal computo delle ore lavorate. Si tratta di attività preparatorie essenziali, svolte sotto la direzione del datore di lavoro, e quindi da considerarsi prestazione lavorativa effettiva.
Continua »
Nullità parziale contratto: l’effetto sul privato
La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un provvedimento amministrativo che esclude determinate prestazioni da una convenzione sanitaria determina la nullità parziale del contratto stipulato tra ASL e struttura privata. Il privato può agire direttamente in sede civile per l'accertamento della nullità e il conseguente pagamento, senza dover esperire un giudizio di ottemperanza. La firma del contratto con 'riserva' da parte del privato è stata ritenuta sufficiente a manifestare il dissenso sulle clausole invalide.
Continua »