Un dirigente veterinario, licenziato per aver accumulato oltre 1.000 ore di debito orario e 62 giorni di assenza ingiustificata in quattro anni, ha impugnato il provvedimento. Sosteneva la tardività della contestazione disciplinare, poiché l'azienda avrebbe dovuto accorgersi subito delle irregolarità tramite i sistemi di timbratura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che il termine per contestare l'illecito non decorre dal momento in cui i fatti avvengono, ma da quando l'ufficio competente ne acquisisce piena e completa conoscenza. In questo caso, la conoscenza è avvenuta solo al termine di un'apposita indagine interna. Di conseguenza, la contestazione è stata ritenuta tempestiva e il licenziamento legittimo.
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