Un uomo condannato a sette mesi di reclusione si è visto negare la detenzione domiciliare. Ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando una notifica tardiva dell'udienza, che ha impedito a lui e al suo avvocato di partecipare e difendersi. La Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il mancato rispetto del termine di preavviso di dieci giorni per la convocazione costituisce un vizio procedurale grave che invalida la decisione. Di conseguenza, ha annullato il provvedimento e ha ordinato al Tribunale di Sorveglianza di celebrare un nuovo processo, questa volta rispettando le regole procedurali e garantendo il diritto di difesa.
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