La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino contro l'applicazione di misure di prevenzione, come la sorveglianza speciale. Il cittadino contestava la mancata valutazione della sua attuale pericolosità sociale, del periodo già trascorso in una misura simile (poi annullata per incompetenza) e della sua attività lavorativa. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo, ma ha accolto gli altri due. Ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso alla Corte d'Appello di Firenze per una nuova valutazione, sottolineando l'importanza di considerare l'attività lavorativa e i periodi di restrizione già subiti.
Continua »