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Mercimonio della funzione

Definizione

Comportamento che consiste nel 'vendere' o commercializzare la propria funzione pubblica, trattandola come un bene per ottenere un profitto personale illecito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Corruzione in atti d’ufficio: arresti per il dipendente pubblico
Il Tribunale del Riesame aveva concesso gli arresti domiciliari a un dipendente di una società pubblica, accusato di corruzione in atti d'ufficio per aver favorito alcune ditte in cambio di tangenti. L'indagato ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo l'insufficienza dei gravi indizi di colpevolezza e contestando l'attendibilità delle accuse dei coindagati e delle intercettazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura cautelare. I giudici hanno chiarito che i dipendenti di società in house rivestono una qualifica pubblicistica e che la condotta di chi si mette stabilmente a disposizione del corruttore in cambio di denaro configura pienamente il reato, anche nel ruolo di intermediario.
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Corruzione Propria: Accordo illecito vale condanna anche per altri
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per corruzione propria a carico di due pubblici ufficiali. Questi avevano stretto un accordo con un privato per trasportare illecitamente una borsa di denaro all'estero, eludendo i controlli aeroportuali. Il principio chiave stabilito è che il reato si perfeziona con il solo accordo illecito ('pactum sceleris'). Non è rilevante che l'atto contrario ai doveri d'ufficio dovesse essere materialmente compiuto da altri funzionari pubblici, contattati dai primi due. La vendita della propria funzione e della propria influenza è sufficiente a integrare il reato di corruzione propria. I ricorsi dei due funzionari sono stati respinti, mentre la posizione del privato è stata rinviata per un ricalcolo della pena.
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Corruzione atti giudiziari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava una misura cautelare per un avvocato accusato di corruzione atti giudiziari. Il legale aveva versato 100 euro a un ufficiale giudiziario per la sollecita esecuzione di uno sfratto. La Corte ha stabilito che, per la corruzione impropria, non è necessario un atto contrario ai doveri d'ufficio, ma è sufficiente la 'vendita' della funzione. L'esiguità della somma e la regolarità formale dell'atto non escludono il reato se inseriti in un contesto di sistematica attività illecita del pubblico ufficiale.
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