Quattro imputati sono stati condannati per spaccio di droga e danneggiamento aggravato. Tra le prove principali figurano intercettazioni telefoniche in cui gli indagati usavano termini come "magliette" o "pizza bianca" per indicare le sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne, stabilendo che il linguaggio criptico nelle intercettazioni può essere interpretato liberamente dal giudice di merito se la ricostruzione è logica e coerente. Inoltre, la Corte ha convalidato la responsabilità di uno degli imputati per aver sparato contro la vetrina di un negozio, identificato grazie ai filmati di sorveglianza che mostravano l'auto della madre con un fanale rotto. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, confermando le decisioni dei precedenti gradi di giudizio e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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