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Lieve Entità Nel Reato Di Droga

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lieve entità nel reato di droga: i limiti della Cassazione
L'Imputato ha presentato ricorso per Cassazione contro la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti, chiedendo la riqualificazione della condotta nell'ipotesi più attenuata. La difesa sosteneva che i giudici di merito avessero errato nel negare la lieve entità nel reato di droga, senza valutare adeguatamente la qualità e la diversità delle sostanze sequestrate. La Suprema Corte ha respinto il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulle circostanze del fatto spetta al giudice di merito, il quale ha motivato correttamente il rigetto considerando le ammissioni dell'interessato, la quantità della sostanza, le modalità di occultamento e la presenza di dosi già confezionate per la vendita. L'Imputato perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro.
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Lieve entità nel reato di droga: tra dosi minime e bar pubblico
Due imputati hanno proposto ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento della lieve entità nel reato di droga. I soggetti detenevano quattro grammi di cocaina e sei panetti di hashish (pari a quattrocento grammi di principio attivo puro) all'interno di un locale pubblico per la somministrazione di alimenti e bevande. La difesa chiedeva una valutazione frazionata delle singole sostanze per ottenere la fattispecie attenuata, sostenendo il modico quantitativo della cocaina e neutralizzando gli indici negativi dell'hashish. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno confermato che la presenza congiunta di quantitativi significativi e il contesto di detenzione in un pubblico esercizio escludono categoricamente l'uso esclusivamente personale e la particolare tenuità della condotta, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nel reato di droga: la Cassazione nega lo sconto
L'Imputato è stato condannato per la detenzione di 85 grammi di cocaina destinati allo spaccio. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento della lieve entità nel reato di droga per ottenere uno sconto di pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la quantità detenuta e la condotta abituale dimostrano una disponibilità continua di stupefacenti e un'elevata capacità di diffusione. Tali fattori escludono l'ipotesi attenuata. La Cassazione ha confermato la pena di quattro anni di reclusione e 18.000 euro di multa, condannando L'Imputato anche al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Lieve entità nel reato di droga: il patto del socio non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio, confermando il diniego della qualificazione di lieve entità nel reato di droga. L'imputato sosteneva che il fatto dovesse essere considerato di minore gravità, poiché al fratello coimputato era stata riconosciuta tale attenuante in un separato procedimento di patteggiamento. I giudici hanno chiarito che l'attività continuativa di acquisto, detenzione e cessione di droghe sia leggere che pesanti, protratta per diversi mesi, esclude l'applicazione della circostanza attenuante. Inoltre, la diversa qualificazione giuridica applicata al coimputato in un altro processo non vincola il giudice e non genera un contrasto tra giudicati rilevante per l'ordinamento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità nel reato di droga: ricorso respinto e multa
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la mancata applicazione della circostanza attenuante della lieve entità nel reato di droga. La Corte d'Appello aveva infatti escluso tale riduzione di pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno rilevato che i motivi presentati erano del tutto generici e miravano unicamente a ottenere una nuova valutazione dei fatti, già ampiamente esaminati nei precedenti gradi di giudizio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna dell'Imputato, obbligandolo anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Lieve entità nel reato di droga: no se le dosi sono troppe
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva la riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità nel reato di droga. I giudici hanno respinto la richiesta a causa dell'elevato numero di dosi ricavabili (circa 400 dosi di cocaina) e dell'alto grado di purezza della sostanza, elementi incompatibili con la minore gravità. La Suprema Corte ha confermato anche il calcolo della pena basato sulla recidiva e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: il taxi non salva il corriere
L'Imputato è stato fermato a bordo di un taxi con circa 50 grammi di cocaina ad altissima purezza (74,6%), pari a 248 dosi. Durante il controllo, ha opposto resistenza ferendo due agenti. Condannato in appello a tre anni di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità nei reati di droga, valorizzando il basso peso complessivo del principio attivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la lieve entità nei reati di droga non si misura solo sulla quantità, ma richiede una valutazione globale: l'elevata purezza della sostanza, il numero di dosi ricavabili, il trasporto su mezzo pubblico e i precedenti penali specifici dell'uomo dimostrano un'attività di spaccio strutturata e non occasionale. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese e 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: ricorso respinto e multa salata
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga e l'applicazione della recidiva nel trattamento sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni sollevate riguardano valutazioni di merito già ampiamente e logicamente motivate nei precedenti gradi di giudizio. Tali questioni di fatto non possono essere riesaminate in sede di legittimità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna precedente e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Lieve entità nel reato di droga: no allo sconto con i bilancini
Il Tribunale del Riesame ha applicato gli arresti domiciliari a un indagato trovato in possesso di oltre 360 grammi di marijuana e strumenti per il confezionamento. L'indagato ha fatto ricorso in Cassazione, chiedendo la riqualificazione del fatto nella più mite fattispecie della lieve entità nel reato di droga e contestando la sussistenza delle esigenze cautelari, data la sua collaborazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la lieve entità nel reato di droga richiede una valutazione globale e non può essere concessa in presenza di un quantitativo significativo e di un'organizzazione professionale (bilancini, buste). Inoltre, il pericolo di recidiva è concreto, poiché l'indagato ha commesso il fatto mentre era già sottoposto all'obbligo di firma per reati analoghi.
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Lieve entità nel reato di droga: la quantità nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che richiedeva la riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità nel reato di droga. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, evidenziando che la qualità e la quantità della sostanza stupefacente sequestrata escludevano qualsiasi ipotesi di minore gravità. La Suprema Corte ha ritenuto logica e corretta anche la determinazione della pena, che si era discostata dal minimo edittale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: no allo sconto con troppe dosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la sentenza della Corte di Appello. L'imputato chiedeva il riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga per il possesso di sostanze stupefacenti. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando che il quantitativo di droga sequestrato era notevole e consentiva di ricavare ben 469 dosi singole. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la gravità del fatto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Spioncino smart e droga: niente lieve entità nei reati di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di hashish e cocaina. L'imputato chiedeva il riconoscimento della "lieve entità nei reati di droga" per l'hashish. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando che l'uomo deteneva 11,43 grammi di sostanza (pari a 28 dosi), possedeva diversi tipi di droghe (cocaina, hashish, marijuana) e strumenti di confezionamento. Inoltre, aveva installato uno spioncino elettronico digitale per sorvegliare il pianerottolo da remoto, indice di un'attività organizzata e non occasionale. La Corte ha confermato la pericolosità del soggetto e la legittimità della pena, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: no allo sconto in sala giochi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. L'imputato, gestore di una sala giochi, era stato trovato in possesso di 269 grammi di hashish e 10 grammi di cocaina, oltre a un bilancino e banconote di piccolo taglio. La difesa chiedeva il riconoscimento della Lieve entità nei reati di droga. I giudici hanno escluso questa attenuante a causa della diversità delle sostanze, del quantitativo complessivo e del luogo di detenzione, un locale frequentato da giovani. La Cassazione ha confermato che la valutazione complessiva degli indici esclude la minima offensività del fatto. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità nei reati di droga: la Cassazione nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga (Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulla gravità del fatto spetta esclusivamente ai giudici di merito. Se la motivazione della sentenza d'appello è logica e coerente, la Cassazione non può procedere a una nuova valutazione dei fatti, poiché il suo ruolo è limitato al controllo della corretta applicazione della legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nel reato di droga: mille dosi cancellano lo sconto
L'Imputato ha impugnato la condanna per detenzione di sostanze stupefacenti, lamentando un'errata determinazione della pena e il mancato riconoscimento della lieve entità nel reato di droga. La difesa ha valorizzato lo stato di incensuratezza, la consegna spontanea della sostanza e l'assenza di cautele nel trasporto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la determinazione della pena spetta alla discrezionalità del giudice di merito. Inoltre, l'elevata quantità di droga trasportata, idonea a confezionare oltre mille dosi, unita ad altre pendenze giudiziarie dell'uomo, impedisce categoricamente la qualificazione del fatto come di lieve entità. L'Imputato perde la causa e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: negato lo sconto allo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, condannato per spaccio e ricezione di cocaina. L'Imputato contestava la ricostruzione dei fatti e chiedeva il riconoscimento della lieve entità nei reati di droga. I giudici hanno confermato l'esclusione della circostanza attenuante a causa dell'elevata quantità di stupefacente (oltre cento grammi di cocaina), della frequenza delle cessioni (più di cinquanta episodi) e della costante disponibilità di droga in un ristretto arco temporale. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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