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Infiltrazioni D'Acqua

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Infiltrazioni d’acqua: no alla condanna per lavori già eseguiti
Il proprietario di un appartamento ha chiesto la condanna del vicino sovrastante per i danni causati da infiltrazioni d'acqua. Dopo un provvedimento d'urgenza, il proprietario dell'immobile sovrastante ha eseguito parte dei lavori. Nonostante una perizia confermasse l'avvenuta esecuzione di molte opere, il giudice d'appello ha confermato la condanna a eseguire tutti i lavori originari, ritenendo irrilevante verificare cosa fosse già stato fatto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del proprietario sovrastante, stabilendo che la sentenza è nulla per motivazione apparente. Il giudice di merito ha l'obbligo di verificare l'effettivo stato delle cose prima di emettere una condanna definitiva, non potendosi limitare a confermare ciecamente un provvedimento provvisorio in presenza di contestazioni.
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Infiltrazioni d’acqua: chi è il responsabile?
La Corte d'Appello ha confermato l'esonero da responsabilità di un ex proprietario per infiltrazioni d'acqua causate da tubazioni di un immobile mai posseduto. La decisione chiarisce il concetto di custodia e le sanzioni per la mancata partecipazione alla mediazione obbligatoria.
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Infiltrazioni d’acqua: risarcimento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di un privato e di un condominio per i danni da infiltrazioni d'acqua subiti da un appartamento. La controversia ruotava attorno alla decorrenza della prescrizione e alla legittimazione dell'acquirente del bene. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere solo quando il danno si manifesta esternamente e diventa percepibile, evento avvenuto nel 2005 e non nel 1997 come sostenuto dalla ricorrente. Di conseguenza, l'acquirente che ha comprato l'immobile nel 2004 è pienamente legittimato a richiedere il risarcimento.
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