LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

In Solido

Definizione

Termine che descrive una responsabilità congiunta e solidale. Significa che ciascun debitore è responsabile per l'intera obbligazione e il creditore può richiedere il pagamento totale a uno qualsiasi di loro.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 67 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 35% dei casi il ricorso è stato rigettato.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 33%
  • Rigettato 35%
  • Inammissibile 11%
  • Estinto 6%
  • Altro 14%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Civile Sez. 347%
  • Civile Sez. 229%
  • Civile Sez. 124%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 1070/2017in 3 provvedimenti
  • Cass. 3630/2004in 4 provvedimenti
  • Cass. 13770/2009in 4 provvedimenti
  • Cass. 1040/2012in 3 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

TFS integrativo regionale: diritti e calcolo
Il Tribunale ha accolto il ricorso di un ex dipendente pubblico per il ricalcolo del TFS integrativo regionale. La sentenza ha dichiarato l'illegittimità di un regolamento regionale del 2015 che tentava di escludere alcune voci retributive fisse e continuative dalla base di calcolo. La decisione ribadisce che la materia del trattamento economico è riservata alla legge statale e alla contrattazione collettiva, garantendo al lavoratore il pagamento delle differenze maturate.
Continua »
Risarcimento sinistro stradale: guida al danno
Il Tribunale ha condannato un conducente e la sua compagnia assicuratrice al risarcimento sinistro stradale in favore di un pedone investito durante una manovra di retromarcia. La vittima ha riportato una grave frattura al ginocchio. La decisione si basa sull'accertamento della responsabilità esclusiva del conducente e sulla liquidazione del danno biologico e morale effettuata secondo le recenti Tabelle Uniche Nazionali, confermando il diritto al ristoro per l'invalidità permanente e temporanea.
Continua »
Rottamazione quater: estinzione del giudizio in appello
Una società ha impugnato una sentenza relativa a contributi previdenziali pretesi dall'ente impositore. Durante il giudizio di appello, la società ha aderito alla rottamazione quater saldando il debito. La Corte d'Appello, applicando la nuova normativa del 2025, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e l'inefficacia della sentenza di primo grado, confermando che il perfezionamento della definizione agevolata chiude definitivamente il contenzioso pendente.
Continua »
Responsabilità dei sindaci e amministratori: condanna per danni
Una società di capitali ha subito perdite gravissime azzerando il capitale sociale e integrando una causa di scioglimento. Gli amministratori hanno ignorato il divieto di legge e hanno continuato la normale attività commerciale compiendo nuove operazioni. I componenti del collegio sindacale non si sono attivati con efficacia per bloccare la gestione dannosa, limitandosi a generiche riserve verbali. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità dei sindaci e amministratori, condannandoli al risarcimento in solido di oltre un milione di euro a favore della curatela fallimentare. La decisione chiarisce che l'inerzia dei controllori comporta la responsabilità per l'aggravamento del passivo aziendale.
Continua »
Allagamento da Irrigazione: La Responsabilità del Consorzio Irrigazione
I Proprietari del Seminterrato subirono un allagamento a causa dell'irrigazione di un campo adiacente. L'acqua proveniva dal sistema gestito dal Consorzio Irrigazione, su richiesta del Proprietario Terreno. I giudici di merito avevano già condannato il Proprietario Terreno e il Consorzio in solido al risarcimento dei danni. Il Consorzio ha proposto ricorso, sostenendo di non avere un obbligo di custodia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la Responsabilità del Consorzio Irrigazione. Ha ribadito che il Consorzio, gestore degli impianti e delle paratie, ha un dovere di custodia e vigilanza. La mancata chiusura dell'impianto da parte del consorziato non esclude la responsabilità del Consorzio, che avrebbe dovuto essere più attento, specialmente visti precedenti episodi. Il Consorzio è stato condannato alle spese processuali.
Continua »
Diffamazione e Diritto di Critica: Quando le Accuse False Costano Caro
Due rappresentanti sindacali sono stati accusati di `diffamazione aggravata` per aver diffuso volantini con accuse di intimidazione e nepotismo contro un collega. Dopo un'assoluzione in primo grado, la Corte d'Appello ha condannato una rappresentante penalmente e entrambi civilmente al risarcimento danni. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i loro ricorsi, ribadendo un principio chiave: il `diritto di critica` non scusa l'attribuzione di fatti falsi. Anche se la critica è soggettiva, deve fondarsi su un nucleo di verità. La sentenza conferma la condanna al risarcimento per le spese legali e a favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Cassazione: Correzione Errore Materiale, Ricorrenti Condannati alle Spese
La Corte di Cassazione è intervenuta per una **correzione errore materiale** in una precedente sentenza. L'errore riguardava le disposizioni relative ad alcune Parti Civili, tra cui Comuni e Associazioni antiracket, ammesse al gratuito patrocinio. I Ricorrenti avevano presentato istanze che sono state dichiarate inammissibili. La Corte ha quindi condannato i Ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende. Inoltre, i Ricorrenti dovranno rimborsare in solido le spese legali sostenute dalle Parti Civili, con importi specifici per ciascuna, e quelle delle associazioni ammesse al patrocinio a spese dello Stato, con pagamento disposto in favore dello Stato.
Continua »
Responsabilità amministratori e sindaci: risarcimento e dissesto
Una società finanziaria ha svolto abusivamente attività bancaria anche dopo la cancellazione dal relativo albo degli intermediari. Gli amministratori hanno utilizzato libretti di deposito fittiziamente intestati a terzi, mentre i sindaci hanno omesso ogni controllo e segnalazione. La condotta ha trascinato la struttura nel dissesto, imponendo l'accesso al concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità amministratori e sindaci, condannandoli in solido al risarcimento dei danni, quantificati nello sbilancio tra attivo e passivo. I giudici hanno chiarito che i soci di una società per azioni non rispondono della gestione e non hanno concorso nel danno. Inoltre, i doveri di vigilanza e controllo impongono precisi obblighi di intervento su ogni condotta illegale degli organi direttivi.
Continua »
Borsa di studio medicina generale: no al risarcimento statale
Un gruppo di medici, iscritti tra il 1996 e il 2006 ai corsi di formazione in medicina generale, ha citato in giudizio lo Stato chiedendo un risarcimento danni. I professionisti lamentavano un trattamento economico inferiore rispetto ai colleghi delle scuole di specializzazione e la mancanza di adeguamento periodico della borsa di studio medicina generale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno chiarito che il diritto dell'Unione Europea non impone la parità di retribuzione tra le due figure, che differiscono per organizzazione, finalità e sbocchi professionali. La scelta legislativa di differenziare i compensi rientra nella discrezionalità dello Stato e non costituisce fatto illecito. I ricorrenti sono stati condannati a pagare ventiseimila euro di spese legali.
Continua »
Responsabilità ente previdenziale e ritardo pensione
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un ente previdenziale e di un datore di lavoro per il risarcimento dei danni causati a una lavoratrice. A causa del mancato rispetto del termine di 55 giorni per la definizione della pratica, la donna ha rassegnato le dimissioni convinta di aver maturato il diritto alla pensione, rimanendo invece mesi senza reddito. La responsabilità ente previdenziale è stata accertata per la lesione della libertà di autodeterminazione della ricorrente.
Continua »
Omicidio stradale: la velocità in curva costa la condanna
Un grave incidente stradale ha causato la morte di un passeggero e il ferimento di una conducente. L'Imputato, alla guida della propria vettura a velocità superiore al limite, ha invaso la corsia opposta in curva, scontrandosi con un'altra auto. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per il reato di omicidio stradale. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata rinnovazione della perizia e contestando la ricostruzione della dinamica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la responsabilità dell'Imputato sulla base dei rilievi tecnici oggettivi, come l'angolo di impatto e la posizione finale dei veicoli, e ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »
Accertamento analitico-induttivo: Fisco batte eredi in Cassazione
Gli Eredi del Contribuente hanno impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA emesso nei confronti del loro dante causa, titolare di un agriturismo. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato un accertamento analitico-induttivo a causa dell'inattendibilità delle scritture contabili, ricostruendo i ricavi tramite i prezzi medi delle ricevute fiscali e i dati sulle presenze. I ricorrenti lamentavano la mancata motivazione dell'ufficio sulle osservazioni presentate prima dell'atto e l'erroneità dei dati utilizzati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il Fisco ha l'obbligo di valutare le osservazioni del contribuente ma non di motivare espressamente tale valutazione nell'atto impositivo, a pena di nullità. Inoltre, ha confermato la legittimità della ricostruzione induttiva basata su elementi precisi e gravi.
Continua »
Azione revocatoria: la vendita tra parenti non salva i beni
Una società creditrice ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la vendita di tutti i beni immobili effettuata dalla società debitrice a favore di un'altra impresa. Il credito derivava da una causa iniziata nel 1997 e conclusa nel 2006, mentre la vendita era avvenuta nel 2005. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle società venditrice e acquirente. I giudici hanno confermato che l'azione revocatoria tutela anche i crediti litigiosi, cioè sorti prima della sentenza ma già oggetto di causa. Inoltre, è stata provata la consapevolezza del danno (scientia damni), poiché le due società erano gestite da padre e figlio. Infine, non è stato dimostrato che la vendita servisse a pagare debiti scaduti. Vince la società creditrice, con inefficacia della vendita nei suoi confronti.
Continua »
Responsabilità solidale risarcimento danni: quando si paga per sé
Quattro soggetti sono stati accusati di deturpamento e imbrattamento di beni immobili ai danni di un Comune. La Corte d'appello li ha condannati a pagare, in solido tra loro, un risarcimento di trentamila euro. I condannati hanno fatto ricorso, sostenendo che le loro condotte erano autonome e non in concorso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la responsabilità solidale risarcimento danni richiede l'unicità dell'evento dannoso o un nesso di interdipendenza spazio-temporale tra le condotte. Poiché i giudici di merito non hanno verificato se si trattasse di un unico danno o di eventi distinti, la Cassazione ha annullato la decisione, rinviando la questione al giudice civile per accertare la reale natura del danno.
Continua »
Contrasto tra dispositivo e motivazione: quando la sentenza si smentisce
Nella divisione di una complessa eredità familiare, il Tribunale condannava Il Coerede in solido al pagamento dei frutti dei beni comuni. In appello, i giudici escludevano la responsabilità del Coerede nella motivazione, ma nel dispositivo finale confermavano la condanna di primo grado. Il Coerede ha quindi proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso evidenziando un insanabile contrasto tra dispositivo e motivazione. Tale difetto logico impedisce di comprendere la reale volontà del giudice e determina la nullità della sentenza. La Cassazione ha quindi annullato la decisione, rinviando la causa alla Corte d'appello per un nuovo esame.
Continua »
Vittoria ma rimborsi tagliati: liquidazione delle spese di lite
Una Contribuente ha impugnato con successo due cartelle di pagamento per violazioni del codice della strada. Il Tribunale ha annullato le cartelle ma ha liquidato le spese legali al di sotto dei minimi tariffari, compensando inoltre le spese tra la Contribuente e l'Ente Creditore poiché l'errore era dell'Esattore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Contribuente, stabilendo che la liquidazione delle spese di lite non può scendere sotto i limiti minimi previsti dalla legge (riduzione massima del 70% rispetto ai valori medi) senza una motivazione eccezionale, escludendo che la semplicità o la velocità della causa siano motivi validi. Inoltre, l'Ente Creditore e l'Esattore rispondono insieme delle spese nei confronti del cittadino che vince la causa.
Continua »
Minimi tariffari inderogabili: stop ai tagli sulle spese di lite
Un contribuente ha impugnato con successo alcune cartelle esattoriali per contributi previdenziali. Tuttavia, la Corte d'Appello ha liquidato le spese legali in suo favore per un importo inferiore ai minimi previsti dalla legge. Il contribuente si è quindi rivolto alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione dei parametri professionali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo il principio dei minimi tariffari inderogabili. Il giudice non può liquidare compensi inferiori alla riduzione massima del 50% (o 70% per la fase istruttoria) dei valori medi tabellari. Di conseguenza, la Cassazione ha rideterminato direttamente le spese a favore del contribuente, condannando gli enti previdenziali al pagamento delle somme corrette.
Continua »
Correzione errore materiale: tutti pagano le spese in solido
La Corte di Cassazione ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza. Nel dispositivo finale, i giudici avevano omesso di specificare che la condanna al pagamento delle spese processuali in favore delle parti civili gravava su tutti i ricorrenti in solido. Poiché la motivazione della sentenza chiariva espressamente tale obbligo solidale secondo la legge, la Suprema Corte ha corretto l'omissione inserendo la formula 'in solido tra loro' nel testo del dispositivo, ristabilendo la coerenza tra la decisione e la sua formulazione scritta.
Continua »
Riconoscimento di debito: l’assegno di garanzia prova il debito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una commerciante contro il decreto ingiuntivo ottenuto da una società fornitrice. La ricorrente sosteneva che il debito fosse stato assunto in via esclusiva da un terzo tramite un accordo transattivo, configurando una novazione. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che l'accordo del terzo non libera il debitore originario senza il consenso espresso del creditore. Inoltre, la commerciante aveva emesso ventiquattro assegni a garanzia, mai contestati. La Suprema Corte ha stabilito che eccepire la novazione comporta un implicito riconoscimento di debito originario. Di conseguenza, la debitrice originaria resta obbligata al pagamento, non essendoci stata alcuna liberazione o estinzione del debito precedente.
Continua »
Licenziamento collettivo: no ai tagli se l’azienda assume
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento collettivo avviato da una compagnia aerea e la nullità del recesso intimato a una lavoratrice nel periodo protetto per matrimonio. I giudici hanno accertato la violazione dei criteri di scelta dei lavoratori, illegittimamente limitati a livello locale anziché nazionale, e l'acquisizione di nuovo personale in concomitanza con la procedura di esubero. Inoltre, in caso di trasferimento d'azienda in crisi, l'accordo sindacale non può escludere il passaggio automatico dei dipendenti all'impresa acquirente. Di conseguenza, la Corte ha respinto i ricorsi delle società, confermando l'obbligo di reintegrare le lavoratrici e di risarcire i danni in solido.
Continua »