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Imu Immobile Inagibile

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

IMU immobile inagibile: la prova al Comune è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17397/2024, ha stabilito un principio fondamentale per la riduzione dell'IMU su un immobile inagibile. La Corte ha annullato una decisione di merito che aveva concesso lo sconto basandosi solo sulla prova dell'inagibilità emersa in giudizio. Secondo i giudici supremi, è indispensabile valutare se il Comune fosse già a conoscenza di tale stato al momento dell'imposizione fiscale, anche in assenza di una specifica richiesta da parte del contribuente. La sola presentazione di un progetto edilizio non è sufficiente, ma richiede una valutazione di merito che la Corte ha demandato al giudice del rinvio.
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IMU immobile inagibile: quando spetta la riduzione?
Una società richiedeva la riduzione del 50% dell'IMU per un complesso immobiliare ritenuto parzialmente inagibile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per beneficiare dell'agevolazione per un IMU immobile inagibile non basta il mancato utilizzo o l'assenza di allacci, ma è necessario provare un degrado strutturale grave, non risolvibile con semplice manutenzione. L'onere di fornire prove concrete e tempestive ricade interamente sul contribuente.
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IMU immobile inagibile: quando si ha diritto alla riduzione
Un Comune ha impugnato la decisione che concedeva a una contribuente la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile. La Cassazione ha accolto il ricorso, specificando che la semplice mancanza di allacci a luce e acqua, se facilmente risolvibile, non integra la condizione di inagibilità richiesta dalla legge per ottenere lo sconto sull'IMU immobile inagibile.
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IMU immobile inagibile: no richiesta se il Comune sa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riduzione del 50% dell'IMU per un immobile inagibile spetta anche senza una richiesta formale da parte del contribuente, qualora il Comune sia già a conoscenza dello stato di degrado. Nel caso specifico, il Comune aveva emesso un'ordinanza di messa in sicurezza e aveva già concesso l'esenzione TARI per lo stesso motivo, rendendo la sua conoscenza dello stato dell'immobile innegabile. La Corte ha rigettato il ricorso del Comune, sottolineando il principio di collaborazione e buona fede che deve governare i rapporti tra fisco e contribuente.
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