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impiccagione

L’impiccagione è un metodo di esecuzione capitale che consiste nel sospendere per il collo una persona tramite una corda. La stessa era chiamata popolarmente anche forca in quanto i due pali verticali che sostenevano la traversa, dove il boia appendeva il condannato, ricordavano i denti (detti rebbi) dell’omonimo attrezzo agricolo. Alcuni sostengono che il nome derivi invece da una sorta di palo a forma di Y usato ai tempi di Costantino come sostituto della croce, alla cui biforcazione veniva posto il condannato che moriva così per soffocamento. Questa era solo la parte superiore della struttura che era detta patibolo. In un primo tempo al condannato era posta una robusta corda al collo con un nodo scorsoio detto cappio; l’apertura di una botola sotto i piedi provocava la sospensione della vittima che ne causava la rottura delle ossa del collo e l’asfissia e di conseguenza in breve la morte, oltre all’estroflessione dei bulbi oculari e della lingua. L’impiccagione viene registrata per la prima volta in Inghilterra nel 1214 d.C., quando il figlio di un nobile venne impiccato per pirateria. Nel Medioevo un’altra forma di impiccagione consisteva nel legare un cappio al collo del condannato e gettarlo giù da una grande altezza (le mura di un castello, un dirupo, ecc.). A volte, quando il condannato era troppo pesante, non veniva impiccato a causa del fatto che la testa poteva letteralmente staccarsi.

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