Un consorzio di gestione impianti sciistici ha ricevuto sanzioni amministrative per lo sradicamento non autorizzato di oltre trecento ceppaie in un'area boschiva protetta. La Corte d'Appello aveva annullato i verbali ritenendo l'illecito istantaneo e quindi prescritto dopo cinque anni dal fatto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che le alterazioni ambientali in zone vincolate configurano un illecito amministrativo permanente. La violazione persiste fino al ripristino dei luoghi o al rimboschimento. Di conseguenza, il termine di prescrizione non decorre dal momento del taglio degli alberi, ma dalla cessazione della situazione di danno ambientale. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »