I.N.P.S.

L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente iscritti tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che non abbiano una propria cassa previdenziale autonoma. L’INPS… Leggi di più


L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano, presso cui debbono essere obbligatoriamente iscritti tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati e la maggior parte dei lavoratori autonomi, che non abbiano una propria cassa previdenziale autonoma. L’INPS è sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Esso opera a seguito di numerose riforme previdenziali nel corso di più di settanta anni dalla fondazione, secondo due modelli previdenziali e precisamente, dal lato delle entrate e della gestione finanziaria, secondo il modello previdenziale universale, dal lato delle uscite, secondo il modello previdenziale corporativo fascista attraverso una moltitudine di gestioni (es. FPLD, artigiani, commercianti ecc.). Dal 1992 le riforme previdenziali sono state orientate a contenere la bolla previdenziale causate dalle generose riforme previdenziali degli anni ’70 a partire dalle baby pensioni, dalle pensioni di anzianità fino alle pensioni gonfiate. L’attività principale, svolta secondo il modello previdenziale corporativo fascista, è quella di garantire il servizio pubblico consistente nelle prestazioni previdenziali contemplate nell’art. 38 della Costituzione e definite dalle specifiche leggi speciali relative alle assicurazioni sociali obbligatorie gestite. Nel 1995 è stata introdotta la gestione separata, obbligatoria per i lavoratori autonomie parasubordinati. La gestione finanziaria dei vari fondi è quella del sistema pensionistico senza copertura patrimoniale del debito pensionistico latente associato ad uno schema pensionistico con formula delle rendite predefinita per la determinazione delle prestazioni previdenziali, che contempla da parte dello Stato un costante monitoraggio della spesa pensionistica e a ricorrenti riforme previdenziali, al fine di garantire la sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori. Significa che la gestione finanziaria non avviene nel rispetto del principio della capitalizzazione integrale ma anzi che il patrimonio di previdenza è inesistente. Rientra quindi nei sistemi pensionistici pubblici che la World Bank chiama previdenza di primo pilastro (Un sistema obbligatorio pubblico finanziato con le tasse con gestione pubblica) dove l’indice di patrimonializzazione è nullo. L’INPS quindi, paga le pensioni e le altre prestazioni previdenziali con le imposte che derivano, per circa il 70% dai contributi obbligatori per le assicurazioni obbligatorie mediante l’applicazioni di aliquote di scopo chiamate aliquota contributiva pensionistica di finanziamento (l’Agenzia delle Entrate classifica l’INPS tra gli enti impositori al pari di Comuni, Regioni ecc.) (l’aliquota è di ca. il 9% a carico del lavoratore e di ca. il 24% a carico dell’impresa) e, per il restante 30%, mediante trasferimenti da parte dello Stato direttamente dalla fiscalità generale. Le pensioni erogate dall’INPS vengono quindi pagate con le imposte ne discende che la spesa pensionistica, che rappresenta il 16% del PIL ed il 40% della spesa corrente primaria valutata nel bilancio dello Stato nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche. Il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 detto “Salva Italia” che contiene anche la riforma delle pensioni Fornero, ha disposto la incorporazione dell’INPDAP e dell’ENPALS, trasferendo all’INPS le relative funzioni portando gli iscritti ai vari fondi gestiti dall’INPS al 95% dei lavoratori italiani, confermando il percorso iniziato con la riforma Dini di transizione dal modello previdenziale corporativo al modello previdenziale universale. Dal 1º febbraio 2014 la carica di presidente dell’INPS è stata assunta da Vittorio Conti in qualità di commissario a seguito delle dimissioni di Antonio Mastrapasqua. Dal 1º ottobre 2014 la carica di presidente dell’INPS è stata assunta da Tiziano Treu in qualità di commissario straordinario. Il 24 dicembre 2014 il presidente del consiglio Matteo Renzi ha annunciato la nomina dell’economista Tito Boeri come nuovo presidente dell’INPS.

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