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cassa integrazione guadagni

Definizione

La cassa integrazione guadagni (CIG) è un istituto previsto dalla legge italiana consistente in una prestazione economica, erogata dall'INPS o dall'INPGI, in favore dei lavoratori sospesi dall'obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorino a orario ridotto. È distinta tra ordinaria (con risorse della stessa INPS o dello stesso INPGI) e straordinaria (CIGS, con risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). La ratio legis è quella di venire incontro alle aziende che si trovino in momentanea difficoltà, sgravandole in parte dei costi della manodopera temporaneamente non utilizzata. Si calcola che nei primi 11 mesi del 2012 le ore di cassa integrazione sono state oltre un miliardo. (1.004 milioni).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incentivo all’auto-imprenditorialità: vittoria per la lavoratrice
Una lavoratrice ha richiesto la rideterminazione della somma spettante a titolo di incentivo all'auto-imprenditorialità. L'Istituto previdenziale aveva erroneamente escluso dal calcolo della retribuzione imponibile i periodi di cassa integrazione a zero ore fruiti nell'ultimo quadriennio di lavoro. L'Istituto previdenziale ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che le retribuzioni teoriche perse durante la sospensione lavorativa non dovessero rientrare nella base di calcolo della prestazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale per inammissibilità. L'Istituto infatti ha modificato la propria tesi difensiva rispetto ai gradi di merito e non ha indicato specificamente i parametri retributivi contestati. La lavoratrice ha ottenuto il definitivo riconoscimento del diritto al ricalcolo favorevole della prestazione.
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Obbligo contributivo società miste: la Cassazione dice no
Una società a capitale misto, nata dalla trasformazione di un'azienda municipalizzata, si è opposta alle richieste dell'Ente Previdenziale per il pagamento dei contributi relativi a cassa integrazione, mobilità e disoccupazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando l'obbligo contributivo società miste che operano in regime di concorrenza, escludendo l'esenzione prevista per le imprese pubbliche. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che una precedente decisione di rito del giudice amministrativo non costituisce giudicato sostanziale e non impedisce di richiedere i contributi per la disoccupazione antecedenti al 2003. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame su questo punto.
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Obbligo contributivo società partecipate: stop ai privilegi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una Società di gestione idrica, interamente controllata da enti locali, il pagamento dei contributi per gli ammortizzatori sociali. La Corte d'Appello aveva inizialmente esentato la società, ritenendola un'impresa pubblica. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi locali non beneficiano dell'esonero. La scelta di operare in forma societaria privatistica comporta l'accettazione delle regole del diritto privato e l'obbligo di versare i contributi previdenziali. Pertanto, sussiste l'obbligo contributivo società partecipate per finanziare la cassa integrazione e la mobilità, al fine di non alterare la concorrenza sul mercato. La sentenza è stata cassata con rinvio ad altra sezione per ricalcolare le somme dovute.
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