Definizione
Una ragione valida e legalmente riconosciuta che giustifica un comportamento altrimenti vietato dalla legge.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 288 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2019–2026). Nel 67% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 16%
- Rigettato 18%
- Inammissibile 67%
Provvedimenti per anno
2019
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 758%
- Penale Sez. 140%
- Penale Sez. 22%
Precedenti più richiamati
- Cass. 19307/2019in 70 provvedimenti
- Cass. 18925/2013in 35 provvedimenti
- Cass. 44567/2021in 23 provvedimenti
- Cass. 49769/2019in 16 provvedimenti
- Cass. 578/2019in 19 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di arresto e ottocento euro di ammenda inflitta a un imputato sorpreso di notte con un coltello con lama di cinque centimetri, vari strumenti idonei allo scasso e alla guida senza aver mai conseguito o rinnovato la patente. L'uomo sosteneva di adoperare la lama come portachiavi, ma non aveva fornito tale spiegazione sul posto alle forze dell'ordine. I giudici hanno chiarito che il reato di porto ingiustificato di coltello scatta se la motivazione lecita non viene dichiarata all'istante durante il controllo. Inoltre, la Corte ha ritenuto ingiustificato il possesso degli attrezzi, provata la recidiva nella guida senza patente e inammissibile la richiesta tardiva di particolare tenuità del fatto.
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Un cittadino straniero, regolarmente soggiornante in Italia, rifiuta di mostrare i propri documenti durante un controllo delle forze dell'ordine avvenuto dopo una rissa. L'uomo sostiene di non avere con sé il titolo e mostra soltanto la denuncia di smarrimento della carta di identità. Nel processo egli afferma di aver lasciato a casa il permesso per timore di perderlo. Il giudice di primo grado lo assolve ritenendo il controllo ingiustificato e discriminatorio, poiché gli agenti conoscevano già l'identità dell'individuo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore Generale e cancella l'assoluzione. I giudici supremi precisano che la mera conoscenza personale non sostituisce l'obbligo di controllo documentale. La paura di smarrimento non scusa l'omessa esibizione del permesso di soggiorno.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino accusato di porto ingiustificato di coltello. Le forze dell'ordine hanno trovato l'uomo con un coltello inciso con le proprie iniziali, riposto direttamente nella tasca dei pantaloni. La difesa ha sostenuto che l'oggetto servisse per i lavori edili e agricoli svolti regolarmente dall'interessato, chiedendo anche le attenuanti generiche. I giudici hanno respinto questa tesi per l'inverosimiglianza del racconto e per l'immediata disponibilità all'uso dell'arma impropria, non custodita tra gli attrezzi di lavoro. Ritenendo il ricorso manifestamente infondato, la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile e ha condannato l'imputato a pagare tremila euro alla cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Un cittadino straniero subisce una condanna per il reato legato alla violazione ordine del Questore di abbandonare il territorio nazionale. L'interessato propone ricorso per cassazione lamentando la mancata valutazione del giustificato motivo, consistente nella propria assoluta indigenza economica. Inoltre, la difesa deduce per la prima volta l'esclusione della punibilità per particolare tenuità dell'offesa. La Suprema Corte dichiara inammissibile l'impugnazione. I giudici rilevano la totale genericità dell'allegazione economica, priva di riscontri documentali specifici. La Corte stabilisce inoltre che l'improcedibilità per particolare tenuità del fatto non può operare d'ufficio davanti al Giudice di Pace né essere richiesta tardivamente in sede di legittimità. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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I giudici hanno condannato un uomo per il reato di porto ingiustificato di coltello. Le forze dell'ordine hanno infatti trovato l'imputato in una pubblica via con un coltello a serramanico lungo oltre diciassette centimetri. L'uomo ha sostenuto di detenere la lama per motivi lavorativi. Ha poi chiesto l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e la concessione della sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha rigettato ogni richiesta e ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha confermato la condanna pecuniaria, la confisca con distruzione dell'arma e il versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende. I numerosi precedenti penali dell'interessato attestano infatti una pericolosità persistente e impediscono ogni beneficio premiale.
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Un cittadino ha subito una condanna dal Tribunale per il porto ingiustificato di coltello lungo ventuno centimetri, con una lama di otto centimetri, portato fuori dalla propria abitazione. Il giudice ha inflitto una pena di ottocento euro di ammenda, ordinando la confisca e la distruzione dell'arma impropria. L'interessato ha presentato ricorso sostenendo che l'oggetto fosse un banale utensile da cucina trasportato per ragioni lecite, chiedendo l'assoluzione o la causa di non punibilità per particolare tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha aggiunto il pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Il Giudice di Pace ha condannato un cittadino straniero a settemila euro di multa per non aver rispettato l'ordine di espulsione del Questore. L'interessato ha proposto ricorso per Cassazione contro la pronuncia. La difesa ha sostenuto l'impossibilità economica di acquistare il biglietto aereo per il rimpatrio, l'incompatibilità della disciplina penale con il diritto europeo e l'assenza di dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il generico disagio economico non costituisce un giustificato motivo. L'imputato deve dimostrare l'oggettiva e documentata impossibilità di pagare il viaggio. La regolare notifica dell'atto integra la piena consapevolezza dell'obbligo di allontanamento. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno di arresto e duemila euro di ammenda inflitta a un imputato per il porto ingiustificato di coltello a serramanico. L'arma, lunga diciassette centimetri complessivi con lama di otto centimetri, era portata fuori dall'abitazione senza alcuna valida ragione. La difesa ha impugnato la decisione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. Il giudice di merito ha infatti evidenziato l'oggettiva gravità del fatto e i precedenti penali allarmanti dell'imputato, elementi che escludono ogni sconto di pena. Oltre alla conferma della condanna e della confisca dell'arma, l'uomo deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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I carabinieri hanno controllato un uomo fermo in auto nei pressi di negozi e banche. All'interno del cruscotto dell'autovettura i militari hanno trovato una lama di cutter priva di manico lunga quasi otto centimetri. Il conducente non ha fornito alcuna motivazione sul momento. Solo durante il processo la difesa ha mostrato un vecchio contratto di lavoro. I giudici hanno giudicato tardiva e inidonea questa prova. La persona aveva precedenti penali e stazionava in un luogo sensibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha confermato la condanna a quattro mesi di arresto e milleduecento euro di ammenda per il reato di porto di oggetti atti ad offendere, aggiungendo una sanzione di tremila euro.
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Le forze dell'ordine hanno controllato un automobilista mentre si nascondeva all'interno della propria vettura parcheggiata su strada pubblica. Nel bagagliaio gli agenti hanno rinvenuto un bastone di legno lungo novantasette centimetri. L'uomo non ha fornito spiegazioni immediate, ma ha esibito solo in seguito uno scontrino per sostenere un acquisto destinato al giardinaggio, con orari tuttavia incompatibili. I giudici hanno condannato l'imputato a sei mesi di arresto e mille euro di ammenda per il reato di porto di oggetti atti ad offendere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente a tremila euro per la cassa delle ammende. I giudici hanno stabilito che la giustificazione del trasporto deve emergere nell'immediatezza del controllo e non a posteriori.
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Un Lavoratore ha contestato il proprio Licenziamento illegittimo, sostenendo l'assenza di giusta causa o giustificato motivo. L'Azienda ha difeso la legittimità del recesso, basandosi su presunte mancanze del dipendente. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova della legittimità del Licenziamento illegittimo ricade sull'Azienda, la quale non ha fornito elementi sufficienti per giustificare la risoluzione del rapporto. La sentenza ha quindi confermato la natura illegittima del licenziamento, ribadendo i principi fondamentali in materia di tutela del lavoro.
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La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino per il reato di porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. L'uomo, trovato in possesso di un coltello, aveva giustificato la detenzione dello strumento solo a posteriori durante il processo penale, sostenendo che servisse per il suo impiego da operaio metalmeccanico. I giudici hanno chiarito che il giustificato motivo deve essere espresso subito al momento del controllo di polizia per consentire una verifica immediata. Inoltre, un comune coltello non costituisce un attrezzo tipico di lavoro per tale professione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'imputato alle spese legali e a una sanzione di tremila euro.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il porto di oggetti atti ad offendere. L'imputato aveva tentato di far valere un "giustificato motivo" e la "particolare tenuità del fatto", ma la Corte d'Appello aveva respinto tali richieste. I giudici hanno evidenziato che le armi erano particolarmente offensive (coltelli a serramanico) e che l'imputato aveva numerosi precedenti penali. La detenzione di armi per difendersi da aggressioni non ancora iniziate non costituisce un motivo lecito. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità, condannando l'imputato alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Un cittadino straniero è stato condannato per essersi trattenuto illegalmente in Italia, nonostante due ordini di allontanamento. Ha presentato un ricorso penale, sostenendo che la sua condizione di povertà estrema fosse un giustificato motivo e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha stabilito che la povertà non costituisce di per sé un giustificato motivo per non rispettare l'ordine di espulsione. Inoltre, la sua condizione di recidivo ha impedito di considerare il fatto come di particolare tenuità. Il ricorso è stato respinto.
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Una cittadina straniera ha impugnato la condanna penale per inottemperanza all'ordine di allontanamento dello straniero, sostenendo che le nozze con un cittadino italiano costituissero un valido giustificato motivo per rimanere nel Paese. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che il matrimonio non attribuisce in modo automatico la cittadinanza italiana e non sana la permanenza irregolare. L'acquisto della cittadinanza richiede requisiti precisi previsti dalla legge, tra cui la residenza legale o un periodo minimo di unione coniugale, oltre alla convivenza effettiva tra i coniugi. In assenza della prova di tali presupposti, la violazione della norma permane e la condanna a una multa di oltre seimila euro resta pienamente valida ed esecutiva.
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Un uomo è stato condannato per **porto abusivo di armi**, avendo trasportato due coltelli a serramanico senza giustificato motivo. I fatti si sono svolti di notte, in una zona nota per lo spaccio di droga. L'uomo ha fornito una giustificazione tardiva, ritenuta inattendibile. La Corte ha escluso l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto, considerando le circostanze aggravanti. Il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. Di conseguenza, l'uomo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. La sentenza ribadisce l'importanza di fornire un giustificato motivo immediato e verificabile per il possesso di oggetti pericolosi.
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Un Cittadino Straniero è stato condannato per l'inosservanza ordine di espulsione. Ha presentato ricorso, sostenendo che la sua situazione di povertà fosse un giustificato motivo e chiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il mero disagio socio-economico non costituisce un giustificato motivo per non rispettare l'ordine di espulsione. Inoltre, la particolare tenuità del fatto non si applica se il reato è stato accertato in concomitanza con altri gravi illeciti. Il Cittadino Straniero ha perso e deve pagare le spese processuali.
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Un Individuo è stato condannato per il porto abusivo di un taglierino, trovato nella sua auto. Ha sostenuto di usarlo per tagliare fili per la raccolta di ferro, ma la Corte ha ritenuto questa giustificazione non immediata e inverosimile, data l'ora del controllo (23:30) e i suoi precedenti penali. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende. La sentenza ribadisce che il giustificato motivo per il porto abusivo di oggetti atti ad offendere deve essere attuale e verificabile subito.
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Un cittadino straniero è stato condannato per essersi trattenuto illegalmente in Italia dopo un decreto di espulsione. La sua difesa ha invocato il "giustificato motivo espulsione", sostenendo l'impossibilità oggettiva di lasciare il Paese a causa di difficoltà economiche e mancanza di assistenza diplomatica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il "giustificato motivo" non include le difficoltà socio-economiche tipiche del migrante irregolare, ma richiede una prova concreta di oggettiva impossibilità a ottemperare all'ordine. Il cittadino straniero non ha fornito tale prova. La sentenza conferma la condanna e lo obbliga a pagare le spese processuali.
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Un Individuo è stato condannato per il porto di un coltello a serramanico, lungo 17 cm, trovato occultato nel vano portaoggetti della sua auto in orario notturno, senza un giustificato motivo. L'Individuo ha presentato ricorso, sostenendo che il porto fosse giustificato e che non fosse stata valutata la particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il porto di oggetti atti a offendere non era giustificato, data la natura dell'oggetto e le circostanze. La questione della particolare tenuità del fatto non era stata sollevata in appello, rendendola inammissibile in Cassazione.
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