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Giustificato Motivo Oggettivo (G.M.O.)

Definizione

Causa di licenziamento legata a ragioni oggettive dell'azienda, come crisi economiche, riorganizzazioni produttive o cessazione dell'attività, che rendono impossibile la continuazione del rapporto di lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Licenziamento inefficace: Reinte gra negata, solo risarcimento per il lavoratore
Un lavoratore è stato licenziato verbalmente e poi per iscritto da un notaio. Dopo che il Tribunale aveva ordinato la reintegra per licenziamento ritorsivo, la Corte d'Appello ha revocato la reintegra, riconoscendo il licenziamento inefficace per mancanza di motivazione ma escludendo la ritorsività, e disponendo un risarcimento o riassunzione. Il lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha respinto l'appello, confermando che per il **licenziamento inefficace** dovuto a carenza di motivazione, nell'ambito della tutela obbligatoria, spetta solo un indennizzo economico e non la reintegrazione. Il lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Licenziamento ritorsivo dopo rifiuto part-time: è nullo
Un'azienda di supermercati licenzia un dipendente per giustificato motivo oggettivo, adducendo una crisi del reparto. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, qualificando il recesso come un licenziamento ritorsivo, poiché avvenuto subito dopo il rifiuto del lavoratore di trasformare il suo contratto in part-time. La Corte ha ritenuto il licenziamento nullo, con diritto alla reintegrazione.
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Giustificato motivo oggettivo: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità del licenziamento di due lavoratori per giustificato motivo oggettivo, poiché la riorganizzazione aziendale addotta dalla società datrice di lavoro è risultata meramente apparente e nominalistica. L'ordinanza ribadisce che spetta al datore di lavoro l'onere di provare l'effettiva esistenza delle ragioni produttive che rendono necessaria la soppressione del posto, non essendo sufficiente un semplice cambio di denominazione delle funzioni.
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Licenziamento part time: quando è legittimo?
Una società di consulenza, a fronte di un aumento stabile della clientela, ha licenziato una dipendente part-time dopo il suo rifiuto di aumentare le ore. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento part time, stabilendo che l'azienda ha correttamente dimostrato l'impossibilità di utilizzare diversamente la prestazione della lavoratrice e che la scelta di assumere una nuova risorsa full-time rientra nell'insindacabile discrezionalità imprenditoriale.
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Licenziamento giustificato motivo oggettivo: la prova
Il Tribunale di Ancona (Sent. n. 1514/2024) dichiara illegittimo un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La corte ha stabilito che il datore di lavoro non ha fornito prova sufficiente del calo di attività e ha violato l'obbligo di repechage, condannandolo al risarcimento e al pagamento del lavoro straordinario.
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