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Funzione deflattiva

Definizione

L'obiettivo di determinati strumenti giuridici di ridurre il numero dei processi, snellendo il carico di lavoro dei tribunali e garantendo decisioni più rapide.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato in appello: accordo fatto, ricorso bloccato
L'Imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la durata della pena stabilita in secondo grado. La sanzione era stata definita tramite lo strumento del concordato in appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Chi sceglie di concordare la sanzione in appello stringe un patto consensuale con la giustizia. Di conseguenza, non è più possibile contestare in Cassazione la quantificazione della pena o la mancanza di motivazione sul punto, a meno che la condanna stabilita non sia del tutto illegale. L'Imputato perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali, oltre a tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Concordato in appello: accordo valido, ricorso inammissibile
Un imputato, condannato in primo grado per rapina aggravata, aveva ottenuto una riduzione della pena in secondo grado avvalendosi del concordato in appello. Successivamente, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione contestando i criteri di determinazione della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ribadito che non è consentito impugnare una sentenza emessa a seguito di un accordo tra le parti per lamentare vizi sulla quantificazione della pena, a meno che la sanzione non sia palesemente illegale. Questo divieto deriva dalla natura consensuale dell'istituto e dalla sua funzione di snellimento dei processi. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello, ribadendo che la determinazione della pena concordata non può essere oggetto di doglianza in sede di legittimità, salvo il caso di pena illegale. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione sugli aumenti per la continuazione, ma la Corte ha precisato che la natura consensuale dell'istituto preclude tali censure.
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