La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo di 1078 metri cubi. La proprietaria e il figlio avevano presentato due domande separate di sanatoria edilizia, divise per piano, con l'obiettivo di non superare il limite legale di 750 metri cubi. I giudici hanno qualificato tale condotta come frazionamento elusivo del condono. Il Giudice dell'Esecuzione ha la facoltà di verificare la validità della sanatoria e di rifiutare la sospensione della demolizione se l'abuso appartiene a un unico centro di interessi. Inoltre, la Corte ha stabilito che il semplice decorso del tempo non prescrive l'ordine di demolizione e non crea alcun affidamento legittimo in capo al responsabile dell'abuso edilizio. Il ricorso della proprietaria è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese.
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