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Forza Maggiore

Definizione

In diritto, si definisce forza maggiore qualsiasi energia esterna contro la quale il soggetto non è in grado di resistere e che perciò lo costringe necessariamente ad agire. Ad esempio si ha forza maggiore allorché un operaio, cadendo da una impalcatura a causa di una tromba d'aria, provochi lesioni ad altro soggetto passivo. In questo caso non può dirsi che l'evento sia stato cagionato dall'operaio con coscienza e volontà. Per tale ragione il codice penale italiano all'art. 45 ha previsto la forza maggiore quale causa di esenzione della responsabilità stabilendo che "non è punibile chi ha commesso il fatto per forza maggiore". Occorre comunque sottolineare che parte della dottrina ritenga applicabile tale previsione alle sole condotte omissive, poiché in tutte le altre ipotesi risulterebbe applicabile l'art 42 primo comma (assenza di coscienza e volontà della condotta).

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 454 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2019–2026). Nel 38% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 24%
  • Rigettato 33%
  • Inammissibile 38%
  • Altro 5%

Provvedimenti per anno

2019 2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Civile Sez. 542%
  • Penale Sez. 335%
  • Penale Sez. 723%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 11111/2022in 21 provvedimenti
  • Cass. 39548/2021in 15 provvedimenti
  • Cass. 52971/2018in 16 provvedimenti
  • Cass. 17708/2022in 13 provvedimenti
  • Cass. 44509/2015in 11 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Sfoglia per anno

Provvedimenti

Revoca della confisca estesa: la prova vecchia salva i beni
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di due proprietarie a cui erano stati confiscati degli immobili in fase esecutiva dopo la condanna definitiva di un familiare. Le donne avevano chiesto la revoca della confisca estesa presentando documenti bancari che provavano l'acquisto lecito tramite una donazione materna, scoperti solo dopo il decesso della genitrice. I giudici territoriali avevano dichiarato inammissibili tali prove perché preesistenti al provvedimento e non depositate per causa di forza maggiore, applicando la severa disciplina della prevenzione antimafia. La Suprema Corte stabilisce che tale rigore non opera nella confisca penale: per riaprire il caso davanti al giudice dell'esecuzione bastano prove che non siano mai state valutate in precedenza, anche se già esistenti all'epoca dei fatti.
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Contributi operai agricoli: si pagano solo sulle ore lavorate
L'Ente previdenziale ha richiesto a un'azienda agricola il versamento di differenze contributive per diversi braccianti a termine, pretendendo l'applicazione di un minimale basato sull'orario settimanale ordinario. L'Azienda agricola ha contestato l'addebito, sostenendo di aver retribuito i lavoratori solo per le ore di effettivo impiego in conformità al contratto collettivo di settore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che i contributi operai agricoli a tempo determinato si calcolano esclusivamente sulle ore di lavoro effettivamente prestate e non sulla durata astratta dell'orario standard. L'ordinamento esclude infatti i braccianti temporanei dalla disciplina generale sull'orario ordinario, salvo il caso in cui il datore richieda la loro presenza sul campo durante un'interruzione per cause esterne imprevedibili.
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Accertamento d’ufficio e malattia: stop a spese forfettarie
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un accertamento d'ufficio a un truccatore professionista per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. Il Fisco ha ricostruito i compensi attraverso i modelli 770 inviati dai committenti. Il contribuente ha contestato la mancata deduzione forfettaria dei costi, il mancato contraddittorio preventivo e l'applicazione delle sanzioni, sostenendo di aver sofferto di gravi motivi di salute documentati. La Corte di Cassazione ha chiarito che il controllo basato sui documenti dei clienti ha natura analitica e non consente la stima forfettaria delle spese. Tuttavia, i giudici hanno parzialmente accolto il ricorso: la Commissione tributaria doveva verificare se la grave malattia costituisse una causa di forza maggiore idonea ad azzerare le sanzioni amministrative.
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Restituzione nel termine: la sola voce del legale non basta
L'Imputato ha chiesto la restituzione nel termine per proporre impugnazione contro una sentenza penale, lamentando di aver perso la scadenza utile a causa di una presunta informazione verbale errata fornita dalla cancelleria del tribunale circa il mancato deposito dell'atto. I giudici di merito hanno respinto la richiesta per assoluta mancanza di prove documentali e per la mancata diligenza del difensore. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dichiarando il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che la falsa informazione della cancelleria può costituire causa di forza maggiore per ottenere la restituzione nel termine soltanto se la parte produce una prova rigorosa, come un'attestazione scritta o un atto certo. La semplice parola o dichiarazione del difensore non basta ad attestare l'errore dell'ufficio giudiziario.
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Revoca del finanziamento pubblico: confermato l’obbligo restitutorio
Un ente intermediario locale ha richiesto a una società cooperativa la restituzione delle somme concesse per un patto territoriale, a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi occupazionali e produttivi. L'ente ha ottenuto due decreti ingiuntivi a seguito della revoca del finanziamento pubblico. La cooperativa beneficiaria ha contestato la legittimazione dell'ente intermediario e ha sostenuto che l'inadempimento derivasse da cause di forza maggiore, chiedendo anche la sospensione del processo civile in attesa della pronuncia amministrativa. I giudici di merito hanno respinto le difese dell'impresa per difetto di prova dell'assenza di colpa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della cooperativa. L'ente intermediario mantiene quindi il pieno diritto a recuperare gli importi contestati.
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Restituzione nel termine negata per colpa del vecchio avvocato
Tre imputati ricevono regolarmente la notifica del decreto di citazione a giudizio per reati di droga. Prima della conclusione del primo grado, nominano un nuovo legale. Il vecchio avvocato rifiuta di collaborare e non trasmette i dati del fascicolo. Il processo si chiude con una condanna e i termini di impugnazione scadono. I condannati chiedono la restituzione nel termine per presentare appello, accusando la scorrettezza del primo difensore e lamentando barriere linguistiche. La Corte di Cassazione respinge l'istanza. L'inerzia o l'ostruzionismo del legale non costituiscono forza maggiore o caso fortuito. Gli assistiti conoscevano il processo e il nuovo avvocato aveva otto mesi di tempo per consultare autonomamente gli atti di cancelleria.
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Crisi aziendale e fisco: quando l’esimente della forza maggiore cade
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società cooperativa per l'omesso versamento dell'IVA relativa all'anno 2008. La società ha contestato le sanzioni sostenendo di non aver potuto pagare a causa di una grave crisi di liquidità provocata dai ritardi nei pagamenti da parte di enti pubblici committenti. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi difensiva, annullando le sanzioni per la presenza della causa di non punibilità. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito: i ritardi dei debitori e le difficoltà finanziarie rientrano nel normale rischio di impresa e non integrano l'esimente della forza maggiore. I Supremi Giudici hanno quindi confermato la piena debenza delle sanzioni a carico del fallimento.
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Nullità notifica ricorso fallimento: la Cassazione ferma l’Agenzia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che aveva annullato sanzioni IVA a carico di una Cooperativa, riconoscendo la forza maggiore per il mancato versamento. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso dell'Agenzia, ha rilevato un vizio procedurale fondamentale: la nullità notifica ricorso era stata eseguita in modo non valido. Questo perché la Cooperativa era fallita e il suo precedente difensore era deceduto durante il giudizio di appello. La Corte ha quindi dichiarato la nullità della notifica, rinviando la causa per una corretta ri-notifica ai Curatori del fallimento.
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Notifica cartella esattoriale: valida anche con sequestro giudiziale
Un'azienda ha contestato la validità di diverse cartelle esattoriali e le relative sanzioni. L'azienda sosteneva che la notifica cartella esattoriale non fosse regolare e che il sequestro giudiziale subito dovesse escludere l'applicazione delle sanzioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la notifica postale diretta è valida anche se consegnata a un portiere o incaricato. Inoltre, ha ribadito che il sequestro giudiziale non costituisce forza maggiore per evitare le sanzioni, poiché il custode aveva comunque obblighi fiscali.
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Furto di Alcool: il Depositario Paga le Accise? La Cassazione Decide
Una Distilleria ha subito il furto di alcool etilico dal suo deposito fiscale. L'Agenzia delle Dogane ha richiesto il pagamento delle accise sull'alcool rubato. La Distilleria ha contestato, sostenendo che il furto dovesse essere equiparato a caso fortuito o forza maggiore, esonerandola dal tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il furto non esime dal pagamento accise dopo furto, poiché lo svincolo irregolare della merce dal regime sospensivo equivale a immissione in consumo. La responsabilità del depositario è oggettiva, e il furto non è una causa di distruzione o perdita irrimediabile che impedisce l'immissione al consumo.
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Furto di Alcol in Deposito: Nessun Abbuono Accise, Paga la Distilleria
Una Distilleria ha subito il furto di alcool etilico dal suo deposito fiscale. L'Agenzia delle Dogane ha richiesto il pagamento delle accise. La Distilleria sosteneva il diritto all'abbuono accise furto, equiparando il furto a caso fortuito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Distilleria. Ha stabilito che il furto non rientra nelle cause di abbuono dell'imposta, poiché non comporta la distruzione o perdita irrimediabile del prodotto, ma una sua immissione irregolare in consumo. La responsabilità del depositario autorizzato per le accise è di tipo oggettivo.
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Decadenza Agevolazione Prima Casa: Immobile in Costruzione e Residenza
Due acquirenti hanno stipulato un atto di permuta per un immobile in costruzione, beneficiando dell'agevolazione prima casa. Non hanno trasferito la residenza nel comune dell'immobile entro diciotto mesi dalla stipula. L'Agenzia delle Entrate ha revocato il beneficio. Gli acquirenti hanno sostenuto che il termine per il trasferimento della residenza dovesse decorrere dalla consegna dell'immobile ultimato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il termine di diciotto mesi per il trasferimento della residenza decorre dalla stipula dell'atto, anche per immobili in costruzione. La mancata ultimazione dei lavori non giustifica la decadenza agevolazione prima casa, non essendo considerata forza maggiore.
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Sanzioni tributarie: il ritardo dei Comuni non è forza maggiore
Un'Azienda di gestione rifiuti ha ricevuto sanzioni tributarie per il ritardato pagamento dell'ecotassa. L'Azienda sosteneva che il ritardo fosse dovuto al mancato pagamento dei Comuni, configurando una 'forza maggiore', e che la normativa interna fosse incompatibile con il diritto europeo. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la compatibilità della normativa sull'ecotassa con il diritto unionale. Ha escluso la forza maggiore, poiché l'Azienda, pur subendo il ritardo dai Comuni, avrebbe potuto rivalersi su di essi. L'Azienda deve pagare le sanzioni tributarie e le spese legali.
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Agevolazioni prima casa: stop al Fisco per la lite agevolata
L'Agenzia delle Entrate ha revocato le agevolazioni prima casa a una contribuente per il mancato trasferimento della residenza entro diciotto mesi dall'acquisto dell'immobile. La contribuente ha impugnato l'atto contestando la colpa, in quanto i ritardi burocratici del Comune nel rilasciare l'agibilità dopo i lavori di ristrutturazione costituivano causa di forza maggiore. I giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente in entrambi i gradi di giudizio, confermando l'impedimento burocratico non imputabile. L'Agenzia delle Entrate ha quindi presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha domandato la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura di chiusura della controversia.
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Alluvione e documenti fiscali: legittimo l’accertamento induttivo
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso basato su accertamento induttivo a un contribuente per l'anno 2013, contestando imposte IRPEF, IRAP e IVA. Il contribuente ha giustificato la mancata esibizione dei libri contabili asserendo la loro distruzione a causa di un violento nubifragio. I giudici di merito hanno respinto le difese per assenza di denunce alle autorità e per mancata ricostruzione tempestiva dei registri. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del contribuente: l'evento atmosferico non giustifica automaticamente la perdita dei documenti se non si dimostra il nesso causale e non ci si attiva per ricostruire i conti.
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Abbuono accise per perdita prodotto: il Fisco vince sulla rottura
Un'Azienda produttrice di bevande alcoliche subisce uno sversamento di prodotto a causa della rottura di una tubatura dell'impianto di imbottigliamento. L'Amministrazione finanziaria richiede il pagamento delle accise relative alla merce andata perduta. L'Azienda presenta ricorso per ottenere l'abbuono accise per perdita prodotto, sostenendo la presenza di caso fortuito e contestando il mancato rispetto dei termini procedimentali da parte del Fisco. La Corte di Cassazione rigetta le doglianze della società. I giudici chiariscono che l'assenza di un piano di manutenzione periodico sulle componenti usurabili dell'impianto esclude il caso fortuito o la colpa lieve. L'Azienda perde la causa e deve pagare interamente il tributo preteso oltre alle spese legali.
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Abbuono Accisa per Colpa Lieve: Quando la Negligenza Diventa Caso Fortuito?
Un Produttore di alcool ha subito una perdita di prodotto a causa della negligenza di un dipendente che ha lasciato una valvola aperta. L'Amministrazione Fiscale ha negato l'abbuono dell'accisa, sostenendo che la perdita non fosse dovuta a caso fortuito o forza maggiore. I giudici di merito hanno invece concesso l'abbuono, equiparando la "colpa non grave" del dipendente al caso fortuito. La Suprema Corte ha ora sollevato una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Vuole capire se la normativa europea sull'abbuono accisa per perdita di prodotti includa anche la colpa lieve e se la legge italiana che lo prevede sia compatibile con il diritto UE. Il processo è sospeso in attesa della risposta.
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Forza Maggiore Tributaria: La Crisi di Liquidità non Esclude le Sanzioni
Una Società ha ricevuto un avviso bonario per IVA non versata, sanzioni e interessi, relativi all'anno 2015. La Società ha contestato solo le sanzioni e gli interessi, invocando la forza maggiore tributaria dovuta a una crisi di liquidità causata dai ritardi nei pagamenti da parte di enti pubblici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la crisi di liquidità, anche se grave e derivante da inadempimenti altrui, non costituisce forza maggiore in ambito tributario, specialmente quando l'IVA era stata di fatto incassata dalla Società.
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Rustico e Residenza: La Decadenza Agevolazioni Prima Casa è Servita
Un contribuente ha acquistato un immobile "a rustico" (grezzo) usufruendo delle agevolazioni "prima casa". Non ha trasferito la residenza entro i 18 mesi previsti, sostenendo che la mancanza di opere di urbanizzazione da parte del Comune rendeva l'immobile inabitabile, configurando una causa di forza maggiore. L'Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici fiscali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando la decadenza agevolazioni prima casa. Ha ritenuto che l'impedimento fosse prevedibile e che la natura del "rustico" non giustificasse il mancato rispetto del termine, non sussistendo i requisiti di imprevedibilità e inevitabilità della forza maggiore.
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Revoca Agevolazioni Prima Casa: Cassazione Ordina Chiarimenti
L'Agenzia Fiscale ha revocato le agevolazioni prima casa a un contribuente perché non aveva trasferito la residenza nel comune dell'immobile entro 18 mesi. Il contribuente ha sostenuto che un'impossibilità sopravvenuta, dovuta a una sentenza del TAR e a problemi all'immobile, giustificava il mancato trasferimento. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto questa tesi. La Corte di Cassazione, esaminando il ricorso, ha rilevato l'emersione di una possibile definizione agevolata della controversia. Per questo, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, ordinando all'Agenzia Fiscale di fornire informazioni sull'esito della definizione agevolata e al contribuente di rinunciare al giudizio in caso di esito positivo. La decisione mira a verificare se la controversia sia ancora attuale.
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