LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Fatto Di Lieve Entità

Pagina 14 di 32

Provvedimenti

Fatto di lieve entità: negato se lo spaccio è professionale
Un uomo, già agli arresti domiciliari, viene trovato in possesso di cocaina, hashish e marijuana, oltre a tre bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. L'imputato chiede il riconoscimento del 'fatto di lieve entità', sostenendo che la quantità fosse compatibile con un piccolo spaccio. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, giudicandolo inammissibile. I giudici sottolineano che la varietà delle droghe, la presenza di strumenti professionali e la condizione di detenuto agli arresti domiciliari dimostrano un'attività di spaccio stabile e organizzata, incompatibile con l'ipotesi del fatto di lieve entità. La condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione e 20.000 euro di multa diventa definitiva.
Continua »
Fatto di lieve entità: niente sconti per spaccio se sei recidivo
Un uomo condannato per detenzione di cocaina ai fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione. Sosteneva che i giudici avessero sbagliato a non considerare il reato un fatto di lieve entità. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su due elementi chiave: la pericolosità sociale dell'imputato, che era tornato a delinquere pochi mesi dopo una condanna definitiva, e la natura della sostanza. Dieci dosi di cocaina pura, insieme a denaro contante, non costituiscono un'attività marginale. La sentenza conferma quindi che per definire un fatto di lieve entità non basta guardare alla quantità, ma occorre valutare il contesto complessivo, inclusa la condotta passata dell'imputato.
Continua »
Fatto di lieve entità negato: 3000 dosi di droga sono troppe
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per detenzione di droga ai fini di spaccio. L'imputato aveva richiesto l'applicazione dell'attenuante del 'fatto di lieve entità', ma la sua richiesta è stata respinta. I giudici hanno stabilito che l'ingente quantitativo di stupefacenti (198g di hashish e 152g di marijuana, pari a oltre 3.000 dosi) e l'elevata percentuale di principio attivo erano elementi oggettivi incompatibili con la definizione di lieve entità. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, rendendo la condanna definitiva e aggiungendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
Continua »
Spaccio da casa non è fatto di lieve entità: condanna confermata
Un uomo viene condannato per spaccio di cocaina e marijuana. La sua attività era organizzata: usava la propria abitazione come base e un telefono dedicato per gli appuntamenti. Nonostante la difesa sostenesse si trattasse di un fatto di lieve entità, la Cassazione ha respinto la richiesta. I giudici hanno sottolineato che la quantità di droga (100 grammi per 214 dosi), la varietà delle sostanze e la struttura organizzata dell'attività escludono la possibilità di considerare il reato come minore. La condanna a 4 anni di reclusione è stata quindi confermata, stabilendo un principio chiaro sulla distinzione tra spaccio occasionale e attività strutturata.
Continua »
Spaccio di 20g di cocaina: non è un fatto di lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per spaccio di cocaina, escludendo l'applicazione del 'fatto di lieve entità'. L'imputato era stato accusato di cessioni ripetute di droga, per quantitativi tra i 10 e i 20 grammi. Secondo i giudici, sia il peso della sostanza sia la non occasionalità delle vendite sono elementi incompatibili con la definizione di reato minore. La Corte ha ritenuto che una condotta organizzata e quantitativi significativi dimostrano una gravità tale da non poter beneficiare della pena ridotta prevista per il fatto di lieve entità. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato respinto e la condanna è diventata definitiva.
Continua »
Spaccio di lieve entità: No se ci sono bilancino e telecamere
La Corte di Cassazione ha escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità per un uomo trovato in possesso di marijuana e cocaina. Nonostante la difesa sostenesse la minima offensività, i giudici hanno dato peso non solo alla quantità di droga, sufficiente per oltre duemila dosi, ma anche al contesto. La presenza in casa di un bilancino di precisione, denaro contante e un sistema di videosorveglianza, sebbene non funzionante, è stata interpretata come un chiaro indice di un'attività di spaccio non occasionale. La Corte ha quindi confermato la condanna, stabilendo che la valutazione sulla lieve entità deve considerare tutti gli elementi nel loro complesso, non solo il peso della sostanza.
Continua »
Fatto di lieve entità: 14g di cocaina non bastano per lo sconto
Un uomo viene condannato per detenzione di oltre 14 grammi di cocaina. In Cassazione, chiede il riconoscimento del **fatto di lieve entità**, sostenendo che la quantità fosse bassa. La Corte Suprema respinge il ricorso. I giudici chiariscono che per valutare la lieve entità non basta guardare la quantità della droga. È necessaria una valutazione complessiva che includa la purezza della sostanza, le modalità dell'azione e gli strumenti utilizzati. Nel caso specifico, l'elevato principio attivo, il possesso di un bilancino, materiale per il confezionamento e appunti con nomi e cifre indicavano un'attività organizzata e non un **fatto di lieve entità**, confermando così la condanna.
Continua »
Droga in ascensore, spaccio organizzato: non è fatto di lieve entità
Un uomo nascondeva la droga nel vano ascensore di un condominio per poi venderla. Condannato per spaccio, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del fatto di lieve entità per ottenere una pena minore. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante: un'attività di spaccio organizzata e continuativa, svolta in un luogo frequentato come un palazzo, non può mai essere considerata un fatto di lieve entità, a prescindere dalla quantità delle singole dosi cedute. L'organizzazione e la modalità della condotta dimostrano una pericolosità sociale che esclude qualsiasi attenuante. L'imputato ha perso il ricorso e la sua condanna è diventata definitiva.
Continua »
Ricorso Patteggiamento per Droga: Inutile se l’Errore non è Palese
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per tentato omicidio e spaccio di varie droghe, presenta ricorso in Cassazione. Chiede di re-interpretare lo spaccio come 'fatto di lieve entità'. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. La legge limita fortemente il ricorso patteggiamento, ammettendolo solo per errori palesi. In questo caso, la detenzione di hashish, eroina e cocaina in quantità consistenti e già suddivise in dosi rende impossibile, in modo evidente, qualificare il fatto come lieve. L'accordo iniziale e la relativa pena sono quindi confermati in via definitiva.
Continua »
Fatto di lieve entità: No con droga, pistola e videosorveglianza
La Corte di Cassazione ha negato la qualifica di fatto di lieve entità per la detenzione di stupefacenti. Un uomo è stato trovato in possesso di hashish, cocaina e una pistola modificata, con l'abitazione protetta da videosorveglianza. Secondo i giudici, la valutazione non può basarsi solo sulla quantità di droga. La presenza contemporanea di droghe leggere e pesanti, un'arma e un sistema di controllo indicano una pericolosità e un'organizzazione tali da escludere l'ipotesi del piccolo spaccio. Di conseguenza, la richiesta di attenuare la misura cautelare è stata respinta, confermando la detenzione in carcere.
Continua »
Fatto di lieve entità negato: ricorso generico, condanna certa
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due persone condannate per un reato di droga. Gli imputati chiedevano di qualificare il reato come un 'fatto di lieve entità', che prevede pene più miti. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I motivi presentati erano troppo generici e non contestavano in modo specifico e logico le ragioni della condanna decisa dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e i ricorrenti sono stati condannati a pagare le spese processuali e una multa.
Continua »
Fatto di lieve entità: Cassazione blocca ricorso generico
Un imputato, condannato per spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il riconoscimento del 'fatto di lieve entità', che avrebbe comportato una pena minore. La Corte Suprema ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto le motivazioni troppo generiche e hanno sottolineato che la Corte d'Appello aveva già correttamente valutato e motivato l'esclusione di tale ipotesi. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
Continua »
Club o centrale di spaccio? Condanna con prova indiziaria
La Cassazione conferma la condanna per spaccio di droga nei confronti dei gestori di un circolo ricreativo, trasformato in una vera e propria centrale di smercio di hashish. La difesa sosteneva la mancanza di prove dirette, come il sequestro della sostanza ceduta. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che lo spaccio di droga con prova indiziaria è pienamente valido. Le videoriprese che mostravano un continuo e rapido viavai di acquirenti, unite a precedenti specifici e all'organizzazione dell'attività, costituiscono indizi gravi, precisi e concordanti. Viene esclusa l'ipotesi del 'fatto di lieve entità' a causa della professionalità e continuità dello spaccio. La condanna degli imputati è quindi definitiva.
Continua »
Fatto di lieve entità negato: 86g di cocaina non sono pochi
La Corte di Cassazione ha escluso la configurabilità del reato di spaccio come 'fatto di lieve entità' nel caso di un uomo trovato in possesso di 86 grammi di cocaina purissima, un bilancino di precisione e 11.200 euro in contanti. Secondo i giudici, la notevole quantità di droga (pari a 290 dosi), le modalità di confezionamento e l'ingente somma di denaro sono elementi che, valutati nel loro complesso, indicano un'attività criminale non marginale. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile, rendendo la sua condanna definitiva e obbligandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Fatto di lieve entità negato per 2 kg di droga: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha escluso la possibilità di qualificare come **fatto di lieve entità** la detenzione di due chilogrammi di marijuana. Secondo i giudici, un quantitativo così ingente, da cui si possono ricavare oltre 22.000 dosi, è incompatibile con l'ipotesi di reato minore. La Corte ha sottolineato che per valutare la lieve entità non basta guardare alla sola quantità, ma a tutto il contesto, incluse le modalità dell'azione che indicavano un chiaro inserimento dell'imputato in un contesto di narcotraffico. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
Continua »
Spaccio di droga di lieve entità negato: 147 dosi sotto il divano
Le Forze dell'Ordine trovano 119 grammi di cocaina, divisi in 147 dosi, nascosti sotto il divano di casa dell'Imputato. Insieme alla droga ci sono un bilancino e materiale per il confezionamento. L'Imputato viene condannato a quattro anni di carcere. L'uomo fa ricorso in Cassazione. Egli chiede di considerare il reato come spaccio di droga di lieve entità per ottenere uno sconto di pena. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici spiegano che la quantità di droga, pari a 542 dosi singole, il bilancino e il materiale dimostrano un'attività professionale. Non si tratta quindi di un fatto di lieve entità. Inoltre, i precedenti penali dell'Imputato impediscono di concedere sconti di pena. L'Imputato perde la causa in via definitiva. Egli deve pagare le spese processuali, una multa di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende e dovrà scontare la condanna originaria.
Continua »
Estorsione di lieve entità negata: poco profitto, molta violenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per estorsione. La difesa richiedeva l'applicazione dell'attenuante per l'estorsione di lieve entità, argomentando che il profitto economico ottenuto fosse estremamente modesto. La Suprema Corte ha respinto tale tesi, confermando che il basso valore del bottino non è sufficiente a qualificare il fatto come lieve quando la condotta è caratterizzata da gravi violenze, minacce ripetute e lesioni fisiche ai danni della vittima. I giudici hanno inoltre ritenuto corretto il bilanciamento delle pene effettuato nei precedenti gradi di giudizio, considerando l'aggravante dell'azione commessa da più persone riunite. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione patteggiamento: tra accordo e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione patteggiamento presentato da un imputato condannato per la detenzione di 478 grammi di hashish. L'uomo aveva concordato una pena basata sulla fattispecie ordinaria di spaccio, ma successivamente ha impugnato la sentenza sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato come di lieve entità. I giudici di legittimità hanno ribadito che, in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti, il ricorso è limitato a casi tassativi. La contestazione sulla qualificazione giuridica è ammessa solo se questa risulta palesemente eccentrica rispetto al capo di imputazione. Nel caso di specie, la quantità di droga e le circostanze del fatto rendevano la qualificazione originaria corretta e non manifestamente errata, portando al rigetto del ricorso e alla condanna al pagamento di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Spaccio di stupefacenti: no alla lieve entità con troppi contanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un giovane trovato in possesso di droga ad alta concentrazione e oltre 20.000 euro in contanti. La difesa sosteneva la natura lieve del fatto e l'origine lecita del denaro, attribuito a regali di nozze mai documentati. I giudici hanno respinto il ricorso, sottolineando che l'elevata purezza della sostanza e l'assenza di redditi leciti giustificano sia l'esclusione dell'attenuante della lieve entità sia la confisca del denaro per sproporzione patrimoniale. La recidiva è stata applicata correttamente data la vicinanza temporale con precedenti condanne e la gravità della condotta.
Continua »
Spaccio: il fatto di lieve entità salva dalla condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due fratelli condannati per spaccio di cocaina. La difesa ha contestato il rifiuto dei giudici di merito di qualificare i reati come fatto di lieve entità, nonostante si trattasse di piccole dosi vendute in strada. La Suprema Corte ha accolto questa tesi, stabilendo che la ripetizione delle vendite e un'organizzazione minima non impediscono di riconoscere la tenuità del fatto se l'offensività complessiva rimane bassa. Grazie a questa riqualificazione giuridica, le pene massime previste sono diminuite drasticamente. Di conseguenza, è maturato il termine di prescrizione, poiché erano trascorsi più di dieci anni dai fatti contestati. La sentenza è stata quindi annullata senza rinvio, estinguendo ogni accusa a carico dei ricorrenti.
Continua »