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Espropriazione larvata

Definizione

Situazione in cui un bene, pur non essendo espropriato, subisce una permanente e grave diminuzione del suo valore o della sua possibilità di utilizzo a causa di un'opera pubblica realizzata su un fondo vicino. Dà diritto a un'indennità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità di esproprio per azienda agricola: Cassazione ribalta il diniego
Un'Azienda Agricola ha contestato l'indennità di esproprio ricevuta da un Ente Pubblico per la costruzione di una strada. La Corte d'Appello aveva negato all'Azienda Agricola ulteriori risarcimenti, sia per la cessazione dell'attività imprenditoriale che per i danni subiti alla parte di terreno non espropriata a causa dell'opera pubblica. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha stabilito che anche le società di capitali possono essere considerate "imprenditori agricoli" e quindi avere diritto all'indennità aggiuntiva. Ha anche chiarito che la domanda per il risarcimento dei danni da opera pubblica rientra nella competenza della Corte d'Appello. Questo rappresenta un'importante evoluzione sul tema dell'indennità di esproprio per azienda agricola.
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Espropriazione larvata: nessun indennizzo per la casa abusiva
I comproprietari di un immobile hanno chiesto il risarcimento per l'espropriazione larvata e l'indennità di occupazione temporanea a causa della costruzione di un viadotto stradale vicino alla loro proprietà. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei privati, confermando le decisioni precedenti. I giudici hanno stabilito che l'immobile era abusivo poiché violava le distanze minime stradali fuori dal centro abitato. Inoltre, i proprietari avevano firmato un atto di sottomissione rinunciando a future indennità. Infine, il verbale di consistenza, avente fede pubblica, escludeva l'effettiva occupazione del terreno, non essendo stato contestato con querela di falso. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Espropriazione parziale: indennizzo e danni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31365/2024, ha stabilito che in caso di espropriazione parziale, l'indennità versata al proprietario per il terreno ceduto deve considerarsi onnicomprensiva. Tale compenso copre anche il deprezzamento della porzione immobiliare residua (ad esempio, un edificio) causato dall'opera pubblica. Di conseguenza, il proprietario che ha accettato l'indennizzo non può successivamente chiedere un'ulteriore somma per il diminuito valore del suo bene, a meno che non dimostri un fatto illecito separato e distinto, come un danno alla salute.
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Legittimazione passiva: chi paga l’indennizzo?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione passiva in un caso di espropriazione. Dei proprietari citavano in giudizio una società ferroviaria per i danni causati da un'opera pubblica. I giudici hanno stabilito che l'obbligo di indennizzo spetta all'ente comunale, in qualità di beneficiario finale dell'opera, e non all'esecutore materiale dei lavori. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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