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Elargizione liberale

Definizione

Una donazione, un contributo in denaro o beni, effettuata a titolo di generosità, senza ricevere nulla in cambio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità dei costi aziendali: vince l’impresa contro il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società la deducibilità di un costo di 200.000 euro, sostenuto nell'ambito di una complessa operazione di permuta immobiliare. La somma era stata versata per ristrutturare un immobile, come richiesto dall'acquirente finale per concludere l'affare. Il fisco aveva riqualificato il pagamento come donazione liberale non deducibile, basandosi sulla dicitura a fondo perduto usata dalla ditta esecutrice. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando la piena deducibilità dei costi aziendali in questione. I giudici hanno chiarito che il costo era strettamente inerente all'attività d'impresa, in quanto necessario per perfezionare l'operazione commerciale, a prescindere dalle definizioni formali usate da soggetti terzi estranei all'accordo originario.
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Contributo al partito: obbligo per l’eletto, non libera donazione
Un candidato firma un impegno a versare una somma al suo partito per le spese della campagna elettorale. Una volta eletto, non paga. La questione è: si tratta di una donazione volontaria o di un obbligo legale? La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro: il contributo economico dell'eletto al partito, se previsto da un impegno scritto che accetta le regole interne (statuto e regolamento), costituisce un'obbligazione giuridica vincolante. Non è una mera elargizione liberale. L'accordo deve essere interpretato nel suo complesso, considerando la volontà delle parti e le norme dell'associazione. Di conseguenza, il partito ha il diritto di pretendere il pagamento della somma pattuita.
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Conflitto di interessi Srl: donazione a Fondazione, delibera valida
Un socio di minoranza di una S.r.l. ha tentato l'impugnazione della delibera con cui la società donava 100.000 euro a una Fondazione. Secondo il socio, i membri della maggioranza che hanno votato a favore si trovavano in conflitto di interessi, avendo legami personali con la Fondazione beneficiaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per l'annullamento di una decisione tramite l'impugnazione delibera srl per conflitto di interessi, non basta dimostrare il conflitto. È necessario provare cumulativamente due condizioni: 1) l'esistenza di un conflitto di interessi attuale e concreto; 2) la potenziale dannosità della decisione per la società. Mancando la prova del primo requisito, la domanda viene respinta.
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