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Dispositivo elettronico di controllo

Definizione

Comunemente noto come 'braccialetto elettronico', è uno strumento utilizzato per monitorare a distanza gli spostamenti di una persona sottoposta a misure cautelari come gli arresti domiciliari.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Divieto di custodia cautelare: figli disabili adulti non bastano
Un individuo, già in custodia cautelare per reati di traffico di stupefacenti e associazione a delinquere, ha chiesto di sostituire la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari, adducendo le condizioni di salute dei figli e della moglie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il divieto di custodia cautelare in carcere per genitori di figli minori di sei anni non si estende ai figli disabili adulti. La Corte ha anche sottolineato la mancanza di prova sull'impossibilità della moglie di prendersi cura dei figli e la gravità della condotta criminale dell'imputato.
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Allontanamento dagli arresti domiciliari: ok a visite mediche
La Corte di Cassazione ha autorizzato l'allontanamento dagli arresti domiciliari per un soggetto sottoposto a procedura di estradizione che doveva sostenere una visita medica urgente. L'interessato, sottoposto a controllo elettronico, necessitava di raggiungere un poliambulatorio medico. I giudici hanno riconosciuto la propria competenza a decidere sulla richiesta poiché il procedimento principale era pendente dinanzi alla medesima Corte. Constatata l'assenza di ragioni ostative e ottenuto il parere favorevole del Procuratore generale, la Suprema Corte ha concesso l'autorizzazione all'uscita per il tempo strettamente necessario. L'allontanamento è avvenuto sotto la scorta della polizia giudiziaria e ha comportato la temporanea disattivazione del braccialetto elettronico per consentire la prestazione sanitaria.
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Evasione dagli arresti domiciliari: spesa al market, condanna certa
Una persona sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico viene sorpresa in un supermercato e condannata per evasione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le giustificazioni dello 'stato di necessità' e della 'particolare tenuità del fatto'. La sentenza stabilisce che l'allontanamento volontario costituisce reato di evasione dagli arresti domiciliari e la presenza del dispositivo elettronico rende la condotta ancora più grave, escludendo la possibilità di considerarla un'offesa lieve. L'imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese.
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