LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Discrezionalità dell'impresa

Definizione

Il potere del datore di lavoro di prendere decisioni autonome su certi aspetti gestionali, come l'istituzione di un premio, pur nel rispetto dei limiti legali e contrattuali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Premio aziendale di rendimento: Budget non basta, servono risultati
Una manager chiedeva il pagamento del Premio aziendale di rendimento per il 2012, sostenendo che fosse dovuto solo perché previsto a budget. I giudici di merito le avevano dato ragione. La Corte di Cassazione, però, ha ribaltato la decisione. I Giudici Supremi hanno chiarito che il bonus non è automatico. La sua erogazione dipende dal raggiungimento di obiettivi specifici fissati dall'azienda, come un utile minimo, che in quel caso non era stato raggiunto. Il diritto al premio non nasce dalla semplice previsione di spesa, ma dal concreto avverarsi delle condizioni di performance stabilite dal datore di lavoro, nel rispetto del contratto collettivo.
Continua »
Premio di rendimento: non basta il ruolo, servono i risultati
Un dirigente bancario si è visto negare il premio di rendimento per il 2012. I giudici di merito gli avevano dato ragione, ritenendo il bonus dovuto per il solo fatto di ricoprire una posizione strategica. L'Azienda ha però contestato questa visione, portando il caso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave: il premio di rendimento non è automatico. La sua erogazione è una scelta discrezionale dell'impresa, legata al raggiungimento di obiettivi specifici e prefissati, come un determinato utile. Se tali obiettivi non vengono conseguiti, l'azienda ha il diritto di non pagare il premio. La Corte ha quindi dato ragione alla Banca, annullando la sentenza precedente.
Continua »
Premio di rendimento negato: la Cassazione dà ragione alla Banca
Un quadro direttivo di una banca si è visto negare il premio di rendimento per due anni consecutivi. L'Azienda sosteneva che non erano stati raggiunti gli obiettivi di utile prefissati. I giudici di merito avevano dato ragione al Lavoratore, ritenendo sufficiente la previsione del costo nel bilancio aziendale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso della Banca. Ha stabilito un principio fondamentale: il premio di rendimento non è un diritto automatico. La sua erogazione dipende dalla discrezionalità dell'impresa e, soprattutto, dal concreto raggiungimento degli specifici obiettivi di performance stabiliti, non dalla semplice iscrizione della spesa a bilancio.
Continua »