LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Disapplicazione — Anno 2026

Pagina 5 di 5

Altri anni per Disapplicazione

Provvedimenti

Tarsu: illegittimità tariffe e poteri del giudice
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo alla Tarsu riguardante un'azienda del settore nautico. Il nucleo della decisione riguarda la possibilità per il giudice tributario di disapplicare le tariffe fissate dai regolamenti comunali qualora risultino illogiche o sproporzionate, oltre all'obbligo di pronunciare su ogni specifica richiesta di classificazione tariffaria agevolata.
Continua »
Daspo urbano: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un soggetto che ha violato un Daspo urbano continuando a esercitare l'attività di parcheggiatore abusivo. Nonostante le contestazioni della difesa sulla mancata conoscenza della lingua italiana e sull'asserita carenza di motivazione del provvedimento del Questore, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile, convalidando l'efficacia del divieto di accesso alle aree cittadine per motivi di sicurezza pubblica.
Continua »
Regime 41-bis: limiti all’uso dei fornelli in cella
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che permetteva a un detenuto in regime 41-bis di utilizzare fornelli e pentole per l'intera giornata. La sentenza stabilisce che l'amministrazione carceraria può imporre fasce orarie per la cottura dei cibi per garantire la sicurezza, la salubrità degli ambienti e l'efficienza organizzativa, purché tali limiti non siano vessatori.
Continua »
Condono IVA incompleto: la Cassazione nega benefici
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che non aveva completato il pagamento delle rate previste per la sanatoria fiscale. Il caso chiarisce che un condono IVA incompleto determina la decadenza automatica dal beneficio senza necessità di un atto formale di diniego preventivo da parte del fisco. La sentenza sottolinea inoltre l'incompatibilità europea di tali sanatorie.
Continua »
Società di comodo: Cassazione e la Direttiva IVA
Una società operante nel settore del riciclo è stata classificata come 'società di comodo' dall'Agenzia delle Entrate per mancanza di ricavi, nonostante avesse sostenuto costi significativi per avviare l'attività. La causa dell'inattività era il ritardo del Comune nel rilasciare la necessaria concessione edilizia. La Corte di Cassazione, richiamando una sentenza della Corte di Giustizia Europea, ha annullato l'accertamento. Ha stabilito che la qualifica di società di comodo non può basarsi su una mera presunzione legata ai ricavi, specialmente in presenza di oggettive cause di forza maggiore. La normativa italiana è stata ritenuta in contrasto con il principio di neutralità dell'IVA sancito dal diritto europeo.
Continua »
Società non operative: il grant revocato non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca di un finanziamento regionale non costituisce una scusa sufficiente per disapplicare la normativa sulle società non operative. Un'impresa non può fondare il suo intero piano di sviluppo su fondi pubblici e deve dimostrare di aver cercato attivamente finanziamenti alternativi o di aver intrapreso altre iniziative per perseguire i propri scopi sociali. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva ritenuto la revoca del contributo una valida 'situazione oggettiva impeditiva'.
Continua »
Conguagli tariffari retroattivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che i conguagli tariffari retroattivi richiesti da un gestore del servizio idrico sono illegittimi se basati su nuove delibere. I calcoli devono rispettare le norme tariffarie vigenti all'epoca dei consumi. La Corte ha cassato la decisione di merito che rigettava in toto la pretesa, rinviando per una nuova valutazione basata sui criteri corretti.
Continua »
Rimborso accise energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di rimborso accise energia. Un'azienda aveva chiesto la restituzione di un'addizionale provinciale pagata al suo fornitore, ritenendola contraria al diritto dell'Unione Europea. La Cassazione, basandosi su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma impositiva, ha confermato il diritto dell'azienda a ottenere il rimborso direttamente dal fornitore di energia. La decisione stabilisce che, venuta meno retroattivamente la causa del pagamento, il fornitore deve restituire le somme e potrà poi rivalersi sullo Stato.
Continua »
Ripetizione indebito accise: la Cassazione decide
Una società fornitrice di energia ricorre in Cassazione contro la condanna alla restituzione di addizionali provinciali sulle accise. La Corte rigetta il ricorso, confermando il diritto del cliente alla ripetizione indebito accise. La decisione si fonda sulla sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità della norma impositiva, che fa venir meno retroattivamente la causa del pagamento tra le parti private, legittimando l'azione di rimborso diretto.
Continua »
Reddito di cittadinanza: la falsa dichiarazione è reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di una cittadina straniera accusata di aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da 10 anni per ottenere il reddito di cittadinanza. Sebbene la Corte Costituzionale abbia ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni, la Cassazione ha stabilito che, non avendo l'imputata maturato neanche il requisito quinquennale, la sua dichiarazione mendace costituisce ancora reato.
Continua »
Servizio scuola paritaria: non vale per la mobilità
Un docente chiedeva il riconoscimento del servizio scuola paritaria ai fini della graduatoria di mobilità. La Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che, senza una norma specifica, il servizio in scuole paritarie non è equiparabile a quello prestato nelle scuole statali per tali fini, né si applica il principio di non discriminazione UE.
Continua »
Aiuti di Stato e IVA: Cassazione nega i benefici
Una società si è vista negare un'agevolazione fiscale prevista per le imprese situate in aree colpite da calamità naturali. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che la normativa nazionale che concedeva il beneficio era in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. La misura è stata qualificata come aiuto di Stato illegittimo e, per quanto riguarda l'IVA, come una violazione del principio di neutralità fiscale. Di conseguenza, l'atto di diniego dell'amministrazione finanziaria è stato ritenuto legittimo.
Continua »
Legittimo affidamento: no se il condono è illegittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del legittimo affidamento non può essere invocato per bloccare un ordine di demolizione quando il condono edilizio, ottenuto successivamente, è palesemente illegittimo. Il giudice penale ha il potere-dovere di verificare la sussistenza dei requisiti di legge del provvedimento amministrativo. Se il beneficiario del condono è lo stesso autore dell'abuso e non era in buona fede, l'ordine di demolizione resta valido ed efficace.
Continua »
Riconoscimento servizio pre-ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una docente che chiedeva il pieno riconoscimento del servizio pre-ruolo ai fini dell'anzianità. La Corte ha stabilito che non sussiste discriminazione quando il calcolo applicato, seppur forfettario, risulta di fatto più vantaggioso per il lavoratore rispetto a quello che spetterebbe con un conteggio integrale del servizio. Il caso verteva sul confronto tra l'anzianità effettivamente maturata e quella riconosciuta dall'amministrazione, con la Corte d'Appello che aveva già accertato l'assenza di qualsiasi svantaggio per la docente.
Continua »
Revoca patente misura prevenzione: condanna annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per guida senza patente a carico di un soggetto sottoposto a misura di prevenzione. La decisione si fonda sulla illegittimità del provvedimento di revoca della patente, in quanto emesso automaticamente sulla base di una norma poi dichiarata incostituzionale. Secondo la Corte, il giudice penale deve disapplicare l'atto amministrativo di revoca viziato, facendo venire meno il presupposto del reato. La sentenza chiarisce l'impatto della dichiarazione di incostituzionalità sulla revoca patente misura prevenzione.
Continua »