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Detenzione Stupefacenti Lieve Entità

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione Stupefacenti Lieve Entità: 110g Cocaina Escludono l’Attenuante
Un Lavoratore è stato condannato per detenzione illecita di cocaina. Ha impugnato la sentenza, sostenendo che il fatto dovesse essere considerato di "lieve entità", con conseguente riduzione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la quantità di droga (110 grammi di cocaina, pari a oltre 500 dosi) è di per sé sufficiente a escludere la "detenzione stupefacenti lieve entità", indicando una notevole capacità di spaccio. La sentenza conferma la condanna e impone al Lavoratore il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Detenzione Stupefacenti Lieve Entità: la Cassazione conferma la doppia qualificazione
Un Lavoratore è stato condannato per detenzione di diverse sostanze stupefacenti (hashish, eroina, cocaina). La Corte d'Appello ha riconosciuto la fattispecie di lieve entità solo per eroina e cocaina, mantenendo l'accusa più grave per l'hashish. Il Lavoratore ha fatto ricorso, sostenendo che la condotta dovesse essere valutata unitariamente come di lieve entità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che è legittimo per il giudice "scindere" la qualificazione giuridica dei fatti, anche se avvenuti in un unico contesto, applicando la `Detenzione stupefacenti lieve entità` solo ad alcune sostanze e non ad altre, basandosi su quantità e modalità. Il Lavoratore ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali.
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Detenzione stupefacenti lieve entità: ricorsi inammissibili in Cassazione
Due imputati sono stati condannati per detenzione di stupefacenti (cocaina, hashish, marijuana) finalizzata alla vendita. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, respingendo la richiesta di qualificare il reato come Detenzione stupefacenti lieve entità. I ricorrenti hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancata applicazione della lieve entità e la confisca del denaro. La Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili, ritenendo le motivazioni dei giudici precedenti logiche e sufficienti, data la varietà e quantità della droga, i mezzi predisposti e la suddivisione dei ruoli. I ricorrenti dovranno pagare le spese processuali.
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