Un uomo è stato condannato per il reato di detenzione con finalità di spaccio dopo il ritrovamento nella sua abitazione di diciotto dosi di cocaina nascoste sotto un tappeto. L'imputato ha sostenuto che la sostanza fosse destinata al solo uso personale, lamentando anche il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'interessato. I giudici hanno confermato la sussistenza dello spaccio valorizzando una serie di indici sintomatici inequivocabili: il frazionamento della sostanza in numerose dosi pronte alla cessione, l'occultamento sotto un tappeto, la totale assenza di redditi leciti da parte dell'uomo e la presenza di precedenti penali specifici. La sentenza ha confermato la condanna a un anno e otto mesi di reclusione, oltre alla sanzione per la Cassa delle Ammende.
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