L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa. Nel giudizio d'appello, svoltosi in forma di contraddittorio cartolare, il Procuratore Generale ha effettuato il deposito tardivo delle conclusioni solo tre giorni prima dell'udienza. La difesa ha sostenuto che questo ritardo le ha impedito di replicare adeguatamente, dato che il proprio termine scadeva cinque giorni prima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il deposito tardivo delle conclusioni dell'accusa non comporta alcuna nullità processuale, ma esonera soltanto il giudice dall'obbligo di valutarle. Inoltre, la difesa non ha dimostrato quale concreto pregiudizio abbia effettivamente subito a causa di questo ritardo.
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