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Definizione Agevolata

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Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla causa per i costi in contanti
A seguito di una verifica fiscale, l'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un contribuente l'indebita detrazione di costi per l'acquisto in contanti di materiale ferroso da soggetti non identificabili, ricalcolando IRPEF, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando elementi di inammissibilità della domanda, ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite sugli studi di settore
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento basato sugli studi di settore emesso contro una società di costruzioni. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge numero 130 del 2022, effettuando il relativo pagamento tramite modello F24. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della procedura e l'assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente grazie alla definizione agevolata, con le spese di giudizio che rimangono a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop della Cassazione
Una società ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'indebita detrazione IVA per oltre 24 milioni di euro, derivante dall'acquisto di un centro commerciale. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale ha riconosciuto il diritto alla detrazione escludendo l'abuso del diritto, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente ha presentato istanza di sospensione per avvalersi della definizione agevolata delle liti tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società di gestione interportuale riguardante la deducibilità dei costi di acquisto di un centro commerciale. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: sanzioni doganali bloccate in Cassazione
Un contribuente riceveva una sanzione dall'Amministrazione Doganale per aver importato un orologio di lusso senza rispettare le norme doganali. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, il contribuente ricorreva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente dichiarava di aver estinto il debito relativo alle sole sanzioni tramite la definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, concedendo sessanta giorni all'Agenzia delle Dogane per verificare e interloquire sulla regolarità della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
Una società di scommesse estera ha impugnato l'avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta unica erariale del 2011, dovuta per l'attività di raccolta scommesse gestita da un intermediario locale. Durante il giudizio in Cassazione, caratterizzato anche da questioni di litisconsorzio necessario con l'intermediario, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: il Fisco estingue la lite
Una società e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte dirette, IVA e IRAP. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge 193/2016, provvedendo alla rottamazione delle relative cartelle di pagamento e rinunciando formalmente al ricorso. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il regolare pagamento e la definizione delle pendenze. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla causa e processo estinto
Una società estera e il suo rappresentante fiscale impugnano un avviso di accertamento per presunte violazioni IVA su triangolazioni commerciali. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente le somme dovute a titolo di capitale e interessi. Di conseguenza, i ricorrenti rinunciano formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangono a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Una società riceveva un avviso di accertamento per imposte non pagate a causa di costi indeducibili e minusvalenze contestate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giungeva dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la contribuente presentava domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193/2016, provvedendo al pagamento integrale del debito rideterminato dall'agente della riscossione. I giudici di legittimità hanno preso atto del saldo del debito tributario e hanno dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato poiché la definizione agevolata è avvenuta successivamente alla presentazione del ricorso.
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Rottamazione delle cartelle: la pace fiscale estingue la lite
Una società di trasporti ha impugnato l'atto di recupero dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica emesso dall'Agenzia delle Dogane. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla rottamazione delle cartelle (definizione agevolata), pagando il dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Anche se la rinuncia non ha seguito tutte le formalità di notifica, l'adesione alla sanatoria estingue la lite. Le spese di giudizio sono state compensate per non penalizzare la scelta agevolativa della contribuente, ed è stato escluso il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione favorevole a un'Associazione Sportiva Dilettantistica e al suo legale rappresentante in merito a un accertamento fiscale. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del decreto fiscale del 2018, pagando la prima rata. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la vertenza fiscale senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie.
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Definizione agevolata delle controversie: bloccata la Cassazione
Una società contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per tributi dell'anno 2000, ottenendo ragione sia in primo che in secondo grado contro l'Amministrazione Finanziaria. Quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge (ovvero la doppia vittoria della società nei precedenti gradi di merito), ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop al condono se i pagamenti sono poco chiari
Il Contribuente ha impugnato tre avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA. Nel corso del giudizio di Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo dichiarando di aver aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi del d.l. 119/2018. Tuttavia, i documenti presentati non chiariscono se la sanatoria riguardi tutte le pendenze o solo un singolo avviso di accertamento del 2005. La Corte di Cassazione ha quindi rinviato la causa a nuovo ruolo, assegnando all'Agenzia delle Entrate il termine di sessanta giorni per verificare e chiarire l'effettiva portata della definizione della lite.
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Definizione agevolata: il Fisco deve confermare lo stop alla lite
Una società riceveva due avvisi di accertamento per imposte non pagate (IRES, IRAP e IVA), legati a contestazioni su spese di sponsorizzazione e pubblicità. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente chiedeva l'estinzione del processo, avendo aderito alla definizione agevolata della lite fiscale. Poiché l'Agenzia delle Entrate non aveva ancora potuto esprimersi su questa richiesta, la Suprema Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'ufficio fiscale sessanta giorni per presentare le proprie osservazioni.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'IVA su contributi regionali ricevuti da una società partecipata, ritenendoli corrispettivi per servizi di distacco del personale. Dopo le decisioni favorevoli alla società nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata dei carichi: la Cassazione frena l’estinzione
Un'azienda riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte Ires, Irap e Iva. Dopo il rigetto dei ricorsi nei primi due gradi di giudizio, la società proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'azienda presentava istanza di estinzione del processo per aver aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per richiedere informazioni scritte all'Agenzia delle Entrate sull'esito della domanda.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando l'IVA su una fattura per la vendita di macchinari ritenuta relativa a un'operazione oggettivamente inesistente. Dopo la decisione favorevole alla contribuente in appello, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: stop al Fisco
Una società di gestione immobiliare riceve un avviso di accertamento per presunte operazioni fraudolente di compravendita e leasing finalizzate a ottenere indebiti vantaggi fiscali su IRES, IRAP e IVA. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia giunge dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente presenta formale istanza per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, ai sensi della Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, la Suprema Corte accoglie la richiesta della contribuente, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: Fisco contro contribuente sui pagamenti
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggior reddito da partecipazione societaria. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha richiesto l'estinzione del processo per carenza di interesse, documentando l'adesione alla definizione agevolata e il pagamento delle somme dovute. L'Agenzia delle Entrate ha inizialmente eccepito che la definizione riguardava solo una parte del debito. Tuttavia, il Contribuente ha successivamente depositato le prove dell'avvenuta rateizzazione e del saldo totale di tutte le cartelle esattoriali collegate. La Corte di Cassazione ha quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire all'Amministrazione Finanziaria di verificare i pagamenti e prendere una posizione definitiva.
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Sospensione del processo tributario: tregua sui costi inesistenti
Un imprenditore individuale impugnava un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate disconosceva i costi per operazioni ritenute inesistenti. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Commissione Tributaria Regionale dava ragione al Fisco. Il contribuente ricorreva quindi in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il ricorrente presentava istanza per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formulata ai sensi della legge di bilancio per il 2023, ha disposto la sospensione del processo tributario e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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