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Decriptazione

Definizione

Il processo tecnico che trasforma dati cifrati (illeggibili) nella loro forma originale (leggibile) utilizzando un algoritmo o una chiave specifica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Utilizzabilità chat criptate: la Cassazione chiarisce i limiti
La Suprema Corte ha affrontato la questione dell'utilizzabilità delle chat criptate acquisite dall'estero. Un individuo era gravemente indiziato di tentato omicidio, con prove derivanti da messaggi scambiati su piattaforme criptate. La difesa contestava l'ammissibilità di tali prove, sostenendo che l'acquisizione avrebbe dovuto seguire le regole delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che i messaggi già conservati sui server esteri, ottenuti tramite ordine europeo di indagine e con il consenso del gestore, sono considerati "documenti informatici". Pertanto, la loro acquisizione non rientra nelle più stringenti norme sulle intercettazioni in tempo reale. Il ricorso è stato rigettato, confermando la piena utilizzabilità delle prove.
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Utilizzabilità chat Sky-Ecc: codice segreto contro prova legale
Il Lavoratore, impiegato come portuale, è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Gli inquirenti hanno ricostruito il suo ruolo di facilitatore nello scarico di ingenti carichi di cocaina nel porto grazie all'acquisizione di messaggi scambiati su una piattaforma criptata. La difesa ha contestato l'utilizzabilità chat Sky-Ecc, sostenendo che i dati fossero stati acquisiti all'estero senza le garanzie difensive previste per le intercettazioni telefoniche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che i messaggi già archiviati costituiscono documenti informatici acquisibili tramite Ordine europeo di indagine. Di conseguenza, la disciplina delle intercettazioni in tempo reale non trova applicazione e le prove raccolte all'estero rimangono pienamente valide nel processo italiano.
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Chat criptate e prove estere: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione finalizzata al narcotraffico, confermando la validità dell'utilizzo di chat criptate acquisite tramite Ordine Europeo di Indagine. La difesa contestava l'utilizzabilità dei messaggi estratti dalla piattaforma SkyEcc dalle autorità francesi, sostenendo la violazione delle norme sulle intercettazioni e del diritto di difesa. La Suprema Corte ha stabilito che, trattandosi di dati già acquisiti e 'statici', non è necessaria la procedura delle intercettazioni. Inoltre, il principio di mutuo riconoscimento tra Stati UE impedisce al giudice italiano di sindacare la legittimità delle operazioni svolte all'estero secondo la legge locale, purché non siano violati i principi fondamentali dell'ordinamento nazionale.
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Prove digitali estere: la Cassazione sulla SKY ECC
Un individuo, indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare basata su prove digitali estere. Tali prove consistono in messaggi scambiati su una piattaforma di comunicazione criptata, acquisiti dalle autorità francesi e trasmessi all'Italia tramite un Ordine di Indagine Europeo (OEI). La difesa ne contestava l'utilizzabilità per violazioni procedurali, tra cui la mancata verifica del processo di decriptazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando la piena validità di tali prove. Ha chiarito che i messaggi già archiviati su server costituiscono dati informatici (prova documentale) e non flussi di comunicazione da intercettare. La procedura si fonda sul principio del mutuo riconoscimento, che impone fiducia nella legittimità degli atti compiuti dall'autorità estera, il cui operato non è sindacabile dal giudice italiano se non per violazione dei principi fondamentali.
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