La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4758/2024, interviene su un caso di accertamento Tasi. Pur rigettando il ricorso principale di un Comune sulla natura di un contratto di cessione d'uso, la Corte accoglie il ricorso incidentale del contribuente. Il focus della decisione è la liquidazione spese legali: i giudici di merito avevano liquidato una somma irrisoria (€ 500), ben al di sotto dei minimi tariffari. La Cassazione cassa la sentenza su questo punto, riaffermando che il compenso legale, pur derogabile, non può mai essere simbolico o lesivo del decoro della professione forense.
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