Una donna ha ottenuto un finanziamento bancario a proprio nome per aiutare la sorella in difficoltà economica, versando l'importo direttamente ai creditori di quest'ultima. Con apposita scrittura privata, la sorella beneficiaria ha riconosciuto il debito e si è impegnata a rimborsare mensilmente le rate del prestito. Dopo aver versato regolarmente trentotto rate, la debitrice ha interrotto ogni versamento, costringendo la garante a pagare di tasca propria per evitare azioni esecutive. Il Tribunale ha accertato l'inadempimento e ha dichiarato la decadenza dal beneficio del termine a carico della debitrice. La convenuta è stata condannata alla restituzione immediata dell'intero debito residuo e al rimborso delle rate anticipate, mentre è stata rigettata la domanda di risarcimento del danno per la segnalazione creditizia, rimasta priva di prova concreta.
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