Un lavoratore ha chiesto il risarcimento dei danni da demansionamento subiti durante la sua carriera lavorativa presso l'azienda datrice di lavoro. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto al risarcimento applicando la prescrizione decennale contrattuale, poiché il datore di lavoro ha violato l'obbligo di tutela della salute e della professionalità del dipendente. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione contestando la decorrenza e la durata del risarcimento, calcolato fino al pensionamento del lavoratore avvenuto nel 2009. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che il demansionamento costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, il danno si accumula progressivamente come danno incrementale per tutta la durata del rapporto di lavoro e le lettere di diffida inviate dal lavoratore hanno validamente interrotto la prescrizione.
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