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Controricorrente — Anno 2026

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Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Esdebitazione: quale legge si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che per una richiesta di esdebitazione presentata dopo l'entrata in vigore del Codice della Crisi, ma relativa a un fallimento dichiarato sotto la precedente legge fallimentare, si applica la vecchia normativa. L'esdebitazione non è un istituto autonomo, ma la fase conclusiva della procedura concorsuale. Pertanto, la richiesta del debitore è stata respinta perché, secondo la vecchia legge, era necessario un soddisfacimento almeno parziale dei creditori, requisito non previsto dalla nuova disciplina ma essenziale nel caso di specie, dove l'attivo era servito solo a pagare le spese di procedura.
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Credito d’imposta: Omissione nel quadro RU è fatale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa indicazione di un credito d'imposta nell'apposito quadro RU della dichiarazione dei redditi non costituisce un mero errore formale emendabile, ma una manifestazione di volontà che, se omessa, comporta la decadenza definitiva dal beneficio. Una società aveva utilizzato un credito per ricerca e sviluppo in compensazione, dimenticando di inserirlo nella dichiarazione. La successiva dichiarazione integrativa, presentata tardivamente, è stata ritenuta inefficace, con la conseguente perdita del diritto al credito.
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Tassazione vincite estero: no a redditi diversi
Un contribuente ha ottenuto la cassazione di un avviso di accertamento relativo a vincite da gioco non dichiarate, conseguite in Polonia e USA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione vincite estero non può avvenire applicando la categoria dei 'redditi diversi' se le vincite provengono da Paesi UE o da Paesi extra-UE con cui l'Italia ha siglato convenzioni contro le doppie imposizioni. Tale pratica viola il principio di non discriminazione rispetto alle vincite nazionali.
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Saldo zero: prova del credito bancario nel fallimento
Una società cessionaria di crediti bancari si è vista rigettare la domanda di ammissione al passivo di un fallimento per la mancata produzione di tutti gli estratti conto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in questi casi è possibile applicare il principio del "saldo zero", una tecnica che permette di provare il credito partendo dal primo estratto conto disponibile, a condizione che la curatela fallimentare non contesti puntualmente l'esistenza di un precedente saldo a credito per il fallito.
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Appello inammissibile: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che riteneva un appello inammissibile perché riproduceva la sentenza di primo grado. Secondo la Corte, se i punti contestati e le critiche sono chiaramente individuabili, l'atto è valido. Il caso riguardava l'opposizione a un'ingiunzione di pagamento per multe stradali, dove la decisione iniziale si fondava su un unico motivo di decadenza, rendendo le critiche nell'appello facilmente identificabili.
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Rinvio a nuovo ruolo: la Cassazione prende tempo
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso presentato da una società in amministrazione straordinaria contro un istituto di credito. La decisione è stata motivata dalla necessità di attendere la trattazione di questioni analoghe già deferite alla pubblica udienza con altri provvedimenti, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Distrazione spese: requisiti con più avvocati
La Corte di Cassazione rigetta un'istanza di correzione di errore materiale, chiarendo le condizioni per la distrazione spese. Quando la parte è assistita da un collegio difensivo, la dichiarazione dell'avvocato antistatario, anche se presentata da uno solo, deve necessariamente attestare che nessuno dei legali ha riscosso onorari o anticipato spese. In assenza di tale dichiarazione onnicomprensiva, la distrazione non può essere concessa.
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Prescrizione compensi avvocato: quando decorre?
Uno studente ha ingaggiato un legale per contestare il numero chiuso all'università, ottenendo l'ammissione provvisoria, poi resa definitiva da una legge. Anni dopo, il legale ha formalmente chiuso la causa e richiesto il saldo. Il cliente ha eccepito la prescrizione. La Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei compensi dell'avvocato non decorre dal soddisfacimento dell'interesse del cliente, ma dalla formale conclusione del giudizio.
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Ente non commerciale: onere della prova e requisiti
Un'associazione costituita per costruire una strada interpoderale viene considerata dall'Agenzia delle Entrate un ente commerciale mascherato. La Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, stabilisce che per beneficiare delle agevolazioni fiscali, l'ente non commerciale deve provare non solo i requisiti formali, ma soprattutto quelli sostanziali, come la democraticità e l'assenza di vantaggi economici diretti per i soci. La variabilità delle quote associative in base all'utilità ricevuta dall'opera è un forte indizio di natura commerciale.
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Gravi difetti costruzione: quando si applica l’art. 1669
Un'impresa immobiliare ha citato in giudizio un'impresa appaltatrice per il distacco diffuso di piastrelle in 35 unità abitative, causato da un intonaco inadeguato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'appaltatrice, qualificando il vizio come 'gravi difetti costruzione' ai sensi dell'art. 1669 c.c. L'ordinanza chiarisce i criteri per la valutazione delle prove tecniche e il momento da cui decorre la prescrizione per la denuncia, confermando che anche vizi su elementi di finitura possono compromettere la funzionalità dell'opera.
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Ape sociale e pensione estera: compatibilità in discussione
Un lavoratore si vede richiedere la restituzione dell'Ape sociale dopo aver iniziato a percepire una pensione estera di importo esiguo. Mentre la Corte d'Appello, con un'interpretazione estensiva della norma, gli dà ragione equiparando la piccola pensione a un reddito da lavoro compatibile, l'Ente Previdenziale ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità e la rilevanza della questione, non decide nel merito ma, con ordinanza interlocutoria, rinvia la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Indennità di malattia: obblighi datore primi 3 giorni
Una cooperativa sociale contestava l'obbligo di versare l'indennità di malattia per i primi tre giorni di assenza (periodo di carenza), sostenendo che il CCNL prevedesse solo un'integrazione a quanto versato dall'INPS, che in questo caso è nullo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la finalità della norma contrattuale è garantire al lavoratore il 100% della retribuzione. Pertanto, il datore di lavoro è tenuto a coprire interamente la retribuzione per i primi tre giorni, anche in assenza di indennità INPS da integrare.
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Responsabilità professionale: il ruolo del delegato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per responsabilità professionale a carico di un tecnico incaricato come "committente delegato" per vizi in un'opera di ristrutturazione. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui la mancata autosufficienza e il tentativo di contestare valutazioni di fatto riservate ai giudici di merito. La Corte ha ribadito che, al di là del nome, contano le funzioni effettivamente svolte, che in questo caso erano assimilabili a quelle di un direttore dei lavori.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: la Cassazione fa il punto
Una lavoratrice, il cui rapporto di collaborazione con un ente pubblico è stato riqualificato come lavoro subordinato, ha richiesto il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro pubblico decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione. La decisione si fonda sul principio che il 'timore' del licenziamento, che sospende la prescrizione nel settore privato precario, non è configurabile nei confronti della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, i crediti maturati oltre il quinquennio sono stati dichiarati prescritti.
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Prescrizione crediti lavoro pubblico: quando decorre?
Una lavoratrice del settore pubblico, dopo aver ottenuto la riqualificazione del suo contratto da autonomo a subordinato, ha visto le sue richieste di differenze retributive parzialmente negate. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione crediti lavoro nel pubblico impiego decorre durante il rapporto e non dalla sua cessazione, negando l'applicabilità del cosiddetto 'metus' (timore del licenziamento) tipico di alcuni rapporti privati.
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Videosorveglianza e privacy: quando è lecita?
Una disputa tra sorelle sull'installazione di telecamere private arriva in Cassazione. I giudici confermano che la videosorveglianza è legittima se le telecamere riprendono esclusivamente le aree di proprietà di chi le installa, per finalità di sicurezza, senza invadere la sfera di riservatezza dei vicini. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle prove tecniche, come il raggio d'azione delle telecamere, spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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Comodato familiare: quando si può riavere la casa?
Una madre concede al figlio l'uso della propria casa per viverci con la compagna, configurando un comodato familiare. Anni dopo, la madre chiede la restituzione dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'occupazione del figlio è legittima. In un comodato familiare, il proprietario può riottenere l'immobile solo dimostrando un 'urgente e impreveduto bisogno', cosa che non è avvenuta nel caso di specie, confermando così le decisioni dei gradi precedenti.
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Reverse charge: violazione formale o sostanziale?
Un imprenditore individuale che commercia online ometteva di applicare il meccanismo del reverse charge per acquisti da una piattaforma europea. Le corti di merito lo assolvevano, ritenendo la violazione formale data la neutralità dell'imposta. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'omissione del reverse charge costituisce una violazione sostanziale perché ostacola i controlli fiscali e ritarda l'incasso del tributo, giustificando così le sanzioni.
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Patto di prova: esclude la pensione anticipata?
Un lavoratore del settore editoriale si è visto negare il diritto alla pensione anticipata per aver accettato un nuovo impiego, sebbene questo sia terminato dopo soli 12 giorni durante il periodo di prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che un contratto a tempo indeterminato con patto di prova mantiene la sua natura giuridica originaria. La clausola di prova, essendo un elemento accessorio, non trasforma il rapporto in un contratto a termine, precludendo così l'accesso al beneficio pensionistico, che è riservato a chi non si è rioccupato con un contratto a tempo indeterminato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Una lavoratrice ricorre in Cassazione per una questione legata a contributi previdenziali. Durante il processo, raggiunge un accordo con il datore di lavoro e presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il giudizio, chiarendo le implicazioni per le spese legali, anche nei confronti dell'ente previdenziale non parte dell'accordo, e l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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