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Controricorrente — Anno 2023

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Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Deposito cauzionale: la restituzione è dovuta?
Una società conduttrice citava in giudizio il locatore a causa di infiltrazioni d'acqua, cercando di evitare il pagamento dei canoni. I tribunali di merito hanno dato ragione al locatore, poiché il danno era stato causato da un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte della decisione, ma ha annullato la parte relativa al deposito cauzionale. Poiché il locatore non aveva impugnato la constatazione iniziale del pagamento del deposito, tale fatto è diventato definitivo, e il conduttore ha diritto alla sua restituzione.
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Accertamento con adesione: perché è intangibile?
Due società avevano definito la loro posizione fiscale tramite un accertamento con adesione, basato sulla non deducibilità di costi legati a presunti illeciti penali. Successivamente, hanno richiesto il rimborso delle imposte versate, sostenendo che al momento dell'accordo non fosse stata ancora esercitata l'azione penale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, ribadendo il principio secondo cui l'accertamento con adesione, una volta perfezionato con il pagamento, diventa intangibile e non può essere messo in discussione, nemmeno tramite un'istanza di rimborso, che rappresenterebbe una forma di impugnazione non consentita.
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Responsabilità socio uscente: limiti e obbligazioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29306/2023, ha chiarito i limiti della responsabilità del socio uscente di una società di persone. Un socio che recede non è responsabile per le obbligazioni sociali, come i canoni di locazione, che diventano esigibili dopo la data del suo recesso, anche se il contratto è stato stipulato quando era ancora in società. La decisione sottolinea che la responsabilità del socio uscente è limitata temporalmente al periodo di sua permanenza, a condizione che il recesso sia stato comunicato ai terzi.
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Produzione nuovi documenti: ammessa in appello
Un contribuente richiede un rimborso IRPEF per gli anni 1990-1992, basato su agevolazioni per un sisma. A seguito del silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate, il caso arriva in Cassazione. La Corte Suprema rigetta il ricorso dell'Agenzia, confermando che la produzione di nuovi documenti è ammissibile in appello nel processo tributario, anche se i documenti erano già disponibili in primo grado, a patto che non allarghino l'oggetto del contendere.
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Agevolazione prima casa collabente: parola alla Corte
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso a una pubblica udienza la decisione sulla concessione dell'agevolazione prima casa collabente. Il caso riguarda l'acquisto di un immobile in rovina (categoria F/2) da ristrutturare. La questione, di rilevanza nomofilattica, definirà se il bonus fiscale si applica anche a edifici non immediatamente abitabili ma destinati a diventarlo.
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Tassazione fondi pensione: la prova del rendimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29272/2023, ha rigettato il ricorso di un contribuente che chiedeva un rimborso IRPEF sulla liquidazione di un fondo pensione integrativo. Al centro della controversia vi era la corretta tassazione fondi pensione, in particolare la possibilità di applicare un'aliquota agevolata del 12,50% ai rendimenti. La Corte ha stabilito che l'onere di provare che i rendimenti derivino da un effettivo investimento sul mercato finanziario, e non da mere capitalizzazioni contabili, spetta unicamente al contribuente. Una semplice certificazione del gestore del fondo non è stata ritenuta prova sufficiente.
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Totalizzazione contributi Enasarco: no se coincidenti
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego alla richiesta di totalizzazione dei contributi versati a un ente previdenziale per agenti di commercio e all'ente nazionale di previdenza sociale ai fini di una pensione di reversibilità. La decisione si fonda sulla natura integrativa della previdenza dell'ente per agenti, che comporta una necessaria coincidenza dei periodi contributivi con quelli dell'ente nazionale, escludendo così l'applicabilità dell'istituto della totalizzazione contributi Enasarco come previsto dal D.Lgs. 42/2006.
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Pensione supplementare: quale età anagrafica conta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29247/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pensione supplementare. Il requisito anagrafico per ottenerla è quello vigente al momento della domanda, non quello applicato per la pensione principale. Le clausole di salvaguardia delle riforme pensionistiche non si estendono a questa prestazione, data la sua natura autonoma. Di conseguenza, è stata negata la pensione a una lavoratrice che, pur avendo presentato domanda, non possedeva l'età richiesta dalla normativa più recente.
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Credito d’imposta dividendi: ok al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso del credito d'imposta dividendi per una società madre francese, anche se la controllata italiana non aveva applicato la ritenuta alla fonte. Secondo la sentenza, è sufficiente che i dividendi siano inclusi nella base imponibile della società madre nel suo Stato di residenza, indipendentemente dal fatto che l'imposta sia stata effettivamente pagata. Questa decisione rafforza i principi di neutralità fiscale e di lotta alla doppia imposizione economica a livello europeo.
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Estinzione giudizio tributario: il caso Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione del contribuente a una definizione agevolata delle liti fiscali pendenti determina l'automatica estinzione del giudizio tributario. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società agricola. Durante il processo, la società ha aderito alla sanatoria pagando il dovuto, portando la Corte a dichiarare estinto il procedimento, con spese legali a carico di chi le ha sostenute.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Cassazione che indicava una commissione tributaria sbagliata per il rinvio. Nonostante la lite fosse stata definita, la Corte ha accolto l'istanza, affermando il proprio potere di correggere d'ufficio i propri errori per coerenza, basandosi su un recente principio delle Sezioni Unite. La correzione errore materiale è stata quindi disposta.
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Indennità disoccupazione agricola: quando va restituita?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che obbliga un lavoratore alla restituzione dell'indennità di disoccupazione agricola. Il beneficio era stato erogato sulla base di un rapporto di lavoro con l'azienda della madre, ritenuto fittizio in quanto il lavoratore ne era il gestore di fatto. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando di non poter riesaminare nel merito le prove e che una precedente sentenza favorevole per un'annualità diversa non costituisce giudicato.
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Rendita presunta ICI: motivazione e poteri comunali
Un comune emetteva un avviso di accertamento ICI per gli anni 2010-2014 a una società concessionaria di beni demaniali, basandosi su una rendita presunta calcolata dalla Guardia di Finanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del comune, confermando l'annullamento dell'atto. La decisione si fonda sul grave difetto di motivazione dell'avviso, che non esplicitava i criteri di calcolo della rendita presunta, e sui limiti normativi del potere comunale in materia per il periodo di riferimento.
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Notifica Rendita Catastale: Obbligatoria per IMU
Una società alberghiera ha impugnato un avviso di accertamento IMU basato su una rendita catastale modificata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la nuova rendita è inefficace se non vi è una formale notifica rendita catastale. La conoscenza acquisita tramite altri atti, come quello di compravendita, è irrilevante ai fini della validità dell'imposta richiesta.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di riscossione aveva impugnato un avviso di contestazione relativo all'omessa applicazione dell'IVA su servizi postali. Dopo aver perso in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il processo si è concluso con una declaratoria di estinzione perché la ricorrente ha aderito alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e facendo così venir meno l'oggetto del contendere.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se generica
Un contribuente si è visto negare l'accesso a una definizione agevolata per sanzioni non tributarie. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado gli hanno dato ragione, annullando il diniego per carenza di motivazione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ribaltato la decisione d'appello, giudicandola affetta da 'motivazione apparente'. La sentenza regionale si era limitata a enunciare principi di diritto generici senza applicarli al caso specifico, rendendo impossibile comprendere l'iter logico seguito. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio.
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Regolamento di confini: quando il confine è incerto
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di regolamento di confini tra due proprietà. I giudici hanno confermato la decisione dei tribunali di merito che, in presenza di incertezza oggettiva e soggettiva sulla linea di demarcazione, avevano fatto ricorso ai più antichi frazionamenti per stabilire il confine. La Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di una nuova valutazione delle prove. Ha tuttavia accolto il ricorso su un punto specifico: la liquidazione delle spese legali. È stato stabilito che, quando più parti con la stessa posizione sono difese da un unico avvocato, spetta un compenso unico e non una liquidazione per ciascuna parte.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società creditrice aveva impugnato la decisione di ammettere solo parzialmente il proprio credito nel passivo di un fallimento. L'appello verteva su questioni di accollo IVA, finanziamenti soci e pagamenti a terzi. Tuttavia, prima della decisione della Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la società creditrice ha presentato una rinuncia al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Operazioni inesistenti: la Cassazione rinvia il caso
Una società del settore metalmeccanico ha ricevuto un avviso di accertamento milionario per operazioni inesistenti, contestando sia la deducibilità dei costi che la gestione dell'IVA in reverse charge. Le commissioni tributarie di merito hanno parzialmente accolto le ragioni della società. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità e l'importanza della questione, nonché una parziale definizione agevolata della lite, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente, rinviando la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito.
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Liquidazione spese processuali: i limiti del giudice
Una contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ha impugnato la decisione per la liquidazione spese processuali ritenuta troppo bassa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il giudice non è vincolato ai valori medi della tariffa forense, ma deve solo quantificare il compenso tra il minimo e il massimo, motivando solo in caso di deroga a tali limiti. Nel caso specifico, i minimi tariffari erano stati rispettati.
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