Un uomo condannato con due diverse sentenze definitive ha chiesto l'unificazione delle pene. La prima condanna riguardava reati di droga, estorsione, lesioni e furto commessi nel 2020; la seconda riguardava un tentato omicidio avvenuto alla fine del 2021. La difesa ha invocato la continuazione dei reati, sostenendo l'esistenza di un piano criminoso unitario originario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'interessato. I giudici hanno evidenziato che la notevole distanza temporale tra i fatti, unita alla totale eterogeneità dei contesti e alla mancanza di una reale programmazione iniziale, impedisce l'applicazione dell'istituto. Di conseguenza, il condannato dovrà scontare per intero la somma delle due pene distinte e pagare le spese processuali.
Continua »