La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45965/2024, ha respinto la richiesta di riconoscimento della continuazione reati tra la partecipazione a un'associazione mafiosa e successivi episodi di spaccio. La Corte ha chiarito che non è sufficiente operare nello stesso contesto criminale; è necessario dimostrare che i reati successivi fossero stati programmati sin dall'adesione al sodalizio, elemento che mancava nel caso di specie, data la distanza temporale e le diverse modalità esecutive.
Continua »