La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de Il Condannato, che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra diversi reati in materia di stupefacenti commessi tra il 2013 e il 2016. Il giudice dell'esecuzione aveva respinto la richiesta a causa della notevole distanza temporale tra gli episodi, qualificandoli come espressione di uno stile di vita e non di un medesimo disegno criminoso. La Suprema Corte ha confermato questa decisione, ribadendo che la semplice omogeneità dei reati non basta a dimostrare una programmazione unitaria iniziale. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto generico e inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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