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Contabilità inattendibile

Definizione

Scritture contabili che, a causa di gravi irregolarità, omissioni o falsità, non sono considerate una rappresentazione veritiera della situazione economica e patrimoniale dell'impresa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Conti in perdita ma troppi coperti: Fisco batte ristorante
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società di ristorazione per recuperare IRES, IVA e IRAP. Il Fisco ha riscontrato gravi anomalie contabili, tra cui saldi cassa costantemente negativi, correzioni a matita e bilanci in perdita pluriennale ingiustificata. L'amministrazione finanziaria ha quindi applicato la ricostruzione induttiva dei ricavi calcolando i coperti tramite le ricevute della lavanderia per i tovaglioli, i consumi e i turni del personale. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la piena legittimità dell'operato dell'Ufficio. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell'azienda, convalidando il metodo presuntivo e condannando il contribuente alle spese legali.
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Accertamento induttivo: la contabilità falsa condanna l’esperto
Un commercialista impugna l'avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria ha rideterminato il suo reddito per il 2010. L'ufficio ha applicato l'accertamento induttivo a causa dell'assoluta inattendibilità della contabilità. Il professionista stesso aveva infatti confessato alla Guardia di Finanza di aver fabbricato fatture false e alterato documenti per giustificare costi mai sostenuti. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del contribuente. I giudici confermano che l'ammissione di aver manipolato i documenti rende la contabilità del tutto inattendibile, legittimando pienamente l'accertamento induttivo. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Lavoratori in nero: scatta l’accertamento induttivo del Fisco
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di un'azienda la cui contabilità è stata giudicata totalmente inattendibile. La decisione si fonda su una serie di gravi irregolarità, tra cui la presenza di dodici lavoratori irregolari, la mancanza del libro matricola e una gestione confusa con un'altra società. Secondo i giudici, questi elementi, considerati nel loro insieme, sono sufficienti a giustificare il ricorso del Fisco a presunzioni semplici per ricostruire il reddito reale dell'impresa, prescindendo completamente dalle risultanze contabili e dal bilancio ufficiali. L'Agenzia delle Entrate vince la causa.
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