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Consiglio dell'Ordine degli Avvocati (COA)

Definizione

L'organo locale che rappresenta gli avvocati e che ha il compito di valutare in prima battuta le domande di ammissione al gratuito patrocinio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori: vietata la firma
Un avvocato ha ricevuto la sanzione disciplinare della censura per aver svolto attività difensiva davanti al Consiglio di Stato senza possedere il necessario patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Il professionista si era difeso sostenendo di aver svolto solo un ruolo di supporto e coordinamento per i clienti, affiancando colleghi abilitati, e che la sua condotta non avesse causato alcun danno concreto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione. I giudici hanno chiarito che firmare atti e autenticare firme per giudizi dinanzi alle magistrature superiori, senza l'abilitazione richiesta, costituisce una violazione deontologica insanabile. L'assenza di un danno concreto non esclude l'illecito, poiché la norma tutela l'affidamento dei cittadini e il decoro della professione forense.
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Patrocinio a spese dello Stato: errore fatale per l’avvocato
Un avvocato, difendendosi da solo in una causa, ha richiesto il patrocinio a spese dello Stato. Il Presidente del Tribunale ha rigettato direttamente la domanda prima della decisione del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati. Il Tribunale, in sede di opposizione, ha annullato il rigetto perché il giudice non può scavalcare l'ordine professionale, ma ha chiarito di non poter concedere direttamente il beneficio. L'avvocato ha fatto ricorso in Cassazione, pretendendo l'ammissione immediata. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il ricorrente non ha contestato la specifica motivazione del Tribunale sulla mancanza di potere del giudice dell'opposizione, limitandosi a ribadire di possedere i requisiti di reddito. L'avvocato perde il ricorso e deve pagare un ulteriore contributo unificato.
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Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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