La Corte di Cassazione ha negato un secondo indennizzo per durata eccessiva del processo ad alcuni militari. Essi avevano già ricevuto un primo risarcimento per la lentezza di una causa contro il Ministero. Tuttavia, la loro richiesta di un ulteriore indennizzo per il ritardo accumulato successivamente è stata respinta. La motivazione principale è che i militari erano già consapevoli, da anni, che la loro causa originaria aveva scarsissime probabilità di successo. Secondo la Corte, chi prosegue una causa pur sapendo che è infondata non subisce un danno da 'stress da attesa' e, pertanto, non ha diritto all'indennizzo per la lungaggine del giudizio.
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