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Confisca in casi particolari

Definizione

Sequestro definitivo di denaro o beni di cui una persona, condannata per specifici reati come lo spaccio, non riesce a dimostrare la provenienza lecita, specialmente se sproporzionati rispetto al suo reddito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Confisca in casi particolari: quando le ricevute non bastano
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di due imputati condannati con patteggiamento per reati di droga. Il primo imputato contestava la pena e il mancato proscioglimento, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile per violazione dei limiti di impugnazione del patteggiamento. Il secondo imputato contestava la confisca di circa quattromila euro, sostenendo che la somma provenisse da rimesse familiari. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della misura. I giudici hanno chiarito che, in tema di stupefacenti, si applica la confisca in casi particolari se il condannato non giustifica la provenienza lecita del denaro e se vi è sproporzione con il reddito. Le sole ricevute di trasferimento, prive di causale e accumulate nel tempo, non bastano a superare la presunzione di illiceità.
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Confisca di denaro: la Cassazione frena il sequestro facile
Il Tribunale di Lanciano applicava a un imputato la pena concordata di tre anni di reclusione per illecita detenzione di cocaina, disponendo anche la confisca di denaro sequestrato. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i motivi sul merito del patteggiamento, ma ha accolto il ricorso sulla confisca di denaro. La Corte ha chiarito che, nel reato di mera detenzione di stupefacenti, la confisca del denaro non è automatica. Il giudice deve motivare la sproporzione del denaro rispetto al reddito e l'impossibilità di giustificarne la provenienza, secondo le regole della confisca in casi particolari. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente alla confisca, con rinvio per un nuovo esame.
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Confisca denaro: condannati per spaccio, perdono 25.000€ nascosti
Due complici, condannati per la cessione di quasi 16 kg di hashish, hanno presentato ricorso in Cassazione contestando sia la colpevolezza sia il sequestro di oltre 25.000 euro. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. Il principio di diritto fondamentale riguarda la 'confisca denaro senza prova di provenienza'. I giudici hanno stabilito che, in assenza di una giustificazione plausibile e documentata sull'origine della somma, trovata peraltro occultata, il denaro deve essere considerato provento dell'attività illecita e quindi confiscato. Le spiegazioni fornite dagli imputati sono state ritenute palesemente illogiche e inverosimili.
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