La Cassazione ha confermato la decisione contro un'azienda che tentava un abuso del cram down fiscale. La società, con un debito di oltre 7 milioni verso il Fisco, aveva stretto un accordo simbolico con due creditori minori per un totale di circa 4.000 euro. L'obiettivo era usare questo accordo per forzare l'omologazione di un piano che avrebbe ridotto il debito fiscale a solo il 2,9%. I giudici hanno stabilito che tale operazione era un uso distorto della legge, finalizzato unicamente a cancellare il debito pubblico e non a una reale ristrutturazione concorsuale. Di conseguenza, il ricorso dell'azienda è stato respinto.
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