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Concordato In Appello

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Provvedimenti

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La decisione si fonda sul principio che, una volta accettato l'accordo, non è più possibile contestare la responsabilità penale, poiché tale motivo si considera rinunciato. Il ricorso è ammesso solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o al contenuto dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena sulla base di un accordo tra le parti. La decisione si fonda sul fatto che la procedura del cosiddetto 'concordato in appello', prevista dall'art. 599-bis c.p.p., non consente un'ulteriore impugnazione, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce l'inammissibilità del ricorso avverso una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.). La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di merito, precludendo la possibilità di sollevare in sede di legittimità questioni relative al vizio di motivazione o alla sussistenza del reato. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna dei ricorrenti alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1551/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata avverso una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, dopo l'accordo tra le parti sulla pena, il ricorso per cassazione è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia difforme dall'accordo. Non è possibile, invece, sollevare questioni di merito rinunciate con l'accordo, come la mancata applicazione dell'obbligo di proscioglimento immediato (art. 129 c.p.p.). Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1555/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che, aderendo al patteggiamento in secondo grado, l'imputato rinuncia ai motivi di appello, limitando la cognizione del giudice e rendendo non necessario motivare la mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, dopo un accordo sulla pena in appello (ex art. 599-bis c.p.p.), il ricorso in Cassazione è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo stesso e non per contestare nel merito la pena pattuita o la mancata concessione di attenuanti, motivi ai quali si è rinunciato con l'accordo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Suprema Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la decisione per motivi a cui si è rinunciato, come la mancata esclusione della recidiva o la richiesta di assoluzione ex art. 129 c.p.p. Il ricorso è limitato solo a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da quattro imputati condannati per associazione a delinquere e altri reati. La sentenza chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.), specificando che non si può lamentare la mancata assoluzione per motivi a cui si è rinunciato. Inoltre, viene ribadito che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge, rendendo il ricorso inammissibile se si limita a contestare la valutazione delle prove fatta dai giudici di merito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello per il reato di rapina, ha presentato ricorso in Cassazione. Lamentava la mancata applicazione di una nuova attenuante introdotta da una sentenza della Corte Costituzionale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la scelta del concordato in appello limita fortemente le successive impugnazioni e che la nuova questione doveva essere sollevata durante l'udienza di appello, non potendo essere dedotta per la prima volta in sede di legittimità.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 14/11/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'accordo sulla pena, infatti, preclude la possibilità di sollevare successive doglianze su questioni rinunciate, come il riconoscimento della recidiva o la concessione delle attenuanti generiche, confermando la natura vincolante di tale istituto processuale.
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Errore materiale: no alla correzione della data
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della procedura di correzione di errore materiale. La modifica della data di commissione di un reato non è un semplice errore materiale, ma una modifica sostanziale dell'accusa, inammissibile tramite la procedura ex art. 130 c.p.p. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato contro il rigetto di tale istanza è stato dichiarato inammissibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato, condannato per estorsione, si doleva della pena concordata, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso sono limitati e non possono riguardare questioni rinunciate con l'accordo, come la determinazione della pena o il mancato proscioglimento.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione a un concordato in appello, con cui si accetta una pena rideterminata, implica una rinuncia a ulteriori impugnazioni. Di conseguenza, il successivo ricorso viene dichiarato inammissibile, poiché l'accordo ha un effetto preclusivo sull'intero procedimento, compreso il giudizio di legittimità.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti e motivi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di due ricorsi. Il primo, a causa della rinuncia ai motivi d'appello in punto di responsabilità, che rende definitiva la condanna su quei capi. Il secondo, per la genericità delle censure sulla qualificazione giuridica del reato e la manifesta infondatezza di quelle sulla determinazione della pena. La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti per l'accesso al giudizio di legittimità, confermando l'importanza della specificità dei motivi e le conseguenze del cosiddetto 'patteggiamento in appello'. Questa decisione è un chiaro esempio di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. I motivi, relativi alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. e alle attenuanti generiche, sono stati ritenuti rinunciati o non deducibili in sede di legittimità, confermando la stretta interpretazione dei motivi di ricorso in questi casi.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi. Il primo, relativo a un concordato in appello, è respinto poiché solleva motivi rinunciati. Il secondo, riguardante il calcolo della pena per reato continuato, è rigettato perché la Corte d'Appello ha correttamente applicato i principi giurisprudenziali. La decisione ribadisce i limiti del ricorso in Cassazione dopo un patteggiamento in appello e chiarisce la metodologia di calcolo della sanzione in casi complessi, confermando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di cinque imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. concordato in appello), avevano impugnato la sentenza sollevando questioni di merito. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo preclude la possibilità di contestare i motivi rinunciati, limitando il ricorso ai soli vizi di illegalità della pena o a motivi non oggetto di rinuncia.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. e rinunciato agli altri motivi, ha tentato di impugnare la sentenza dinanzi alla Suprema Corte. La decisione sottolinea che la rinuncia ai motivi ha un effetto preclusivo che si estende all'intero processo, impedendo ulteriori contestazioni sulle questioni oggetto dell'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di tre imputati che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, avevano comunque impugnato la sentenza. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo implica una rinuncia a ulteriori motivi di gravame, producendo un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza 479/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni imputati che avevano precedentemente stipulato un concordato in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena, con la conseguente rinuncia agli altri motivi di gravame, preclude la possibilità di sollevare le medesime questioni in sede di legittimità, confermando l'effetto preclusivo di tale scelta processuale.
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