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Concordato In Appello

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Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 544/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver beneficiato del cosiddetto 'concordato in appello' con rideterminazione della pena, aveva impugnato la decisione lamentando il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha ribadito che l'adesione all'accordo sulla pena implica una rinuncia ai motivi d'impugnazione, limitando la possibilità di un successivo ricorso a sole questioni specifiche, come vizi della volontà o illegalità della sanzione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 532/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. Il ricorso era basato su un presunto vizio di motivazione riguardo alla determinazione della pena. La Corte ha ribadito che, in caso di concordato in appello, il ricorso è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà delle parti o a una sanzione illegale, e non per contestare la motivazione di una pena concordata.
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Concordato in appello: limiti ricorso cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver definito la pena tramite concordato in appello, ha tentato di contestare la qualificazione giuridica del fatto. La sentenza chiarisce che l'accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione i motivi oggetto di rinuncia, ammettendo l'impugnazione solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo stesso. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: no ricorso sulla qualificazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un concordato in appello per una condanna per rapina aggravata, ha tentato di ricorrere in Cassazione per ottenere una riqualificazione del reato in furto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a contestare i punti concordati, come la qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 405/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che, una volta accettato l'accordo e rinunciato ai motivi di gravame, l'imputato non può più sollevare in Cassazione questioni relative alla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p. (obbligo di proscioglimento), poiché l'ambito del giudizio è limitato ai soli vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che il ricorso è possibile solo per vizi sulla formazione della volontà, sul consenso del P.G. o per difformità della pronuncia, escludendo doglianze sui motivi rinunciati come la dosimetria della pena o l'art. 129 c.p.p.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. L'imputato aveva contestato la determinazione della pena, nonostante l'accordo con il Pubblico Ministero. La Corte ha ribadito che il ricorso è possibile solo per vizi specifici dell'accordo o per illegalità della pena, non per una semplice rinegoziazione della sua entità.
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Concordato in appello: inammissibile motivo nuovo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un concordato in appello sulla pena, aveva tentato di introdurre un nuovo motivo relativo alla continuazione tra reati. La Corte chiarisce che l'accordo implica la rinuncia a tutti gli altri motivi, rendendo inammissibile qualsiasi doglianza successiva non relativa a vizi dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza lamentando la mancata valutazione di una possibile causa di proscioglimento. La Corte ha chiarito che la rinuncia ai motivi di appello, presupposto dell'accordo, limita la cognizione del giudice e preclude l'esame di questioni ulteriori, anche quelle rilevabili d'ufficio.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello), aveva lamentato la mancata valutazione di una possibile causa di proscioglimento. La Corte ribadisce che i motivi di appello a cui si è rinunciato non possono essere riproposti in sede di legittimità, confermando la solidità dell'istituto del patteggiamento in secondo grado.
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Concordato in appello: il ricorso non è ammesso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello e rinunciato a specifici motivi, ha tentato di riproporli in sede di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo procedurale rende definitive le rinunce, precludendo un successivo esame nel merito dei punti abbandonati. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 330/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi di appello, funzionale all'accordo sulla pena, preclude la possibilità di lamentare in Cassazione la mancata valutazione di cause di proscioglimento, limitando drasticamente i motivi di impugnazione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 325/2024, dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza di 'concordato in appello'. I motivi riguardavano questioni di responsabilità e pena già rinunciate, l'assenza di motivi o la carenza di interesse, ribadendo i limiti stretti per l'impugnazione di tale accordo.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello) e aver rinunciato agli altri motivi, li ha riproposti in sede di legittimità. La Suprema Corte ribadisce che, in caso di concordato, il ricorso è possibile solo per vizi relativi all'accordo stesso e non per le questioni oggetto di rinuncia.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di secondo grado che aveva rideterminato la pena sulla base di un accordo tra le parti. La Corte ha ribadito che, in caso di concordato in appello, il ricorso è consentito solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una pronuncia del giudice difforme dall'accordo, escludendo altre doglianze. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Due imputate, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello), hanno presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che dopo un concordato in appello non si possono sollevare questioni già rinunciate o relative alla motivazione della pena, se questa non è palesemente illegale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con ordinanza 303/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un **concordato in appello** sulla pena per detenzione di stupefacenti, ha tentato di impugnare la sentenza per motivi a cui aveva precedentemente rinunciato. La decisione ribadisce che il ricorso è limitato a vizi del consenso o della procedura dell'accordo.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato avverso una sentenza di concordato in appello (ex art. 599-bis c.p.p.). L'imputato aveva rinunciato a specifici motivi di gravame per accordarsi sulla pena, ma li ha poi riproposti in Cassazione. La Corte ha ribadito che l'impugnazione in questi casi è permessa solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per riesaminare motivi rinunciati, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso in cassazione: i limiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi contro una condanna per spaccio. Si chiarisce che il ricorso in cassazione non può riesaminare i fatti, specialmente in presenza di una 'doppia conforme', e che l'impugnazione di una sentenza patteggiata in appello è limitata a specifici vizi procedurali, escludendo questioni di merito.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 276/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o al consenso, e non per motivi di merito o sulla determinazione della pena, a meno che questa non sia illegale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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