LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Concordato In Appello

Pagina 143 di 40

Provvedimenti

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza emessa a seguito di "concordato in appello". La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione sia il mancato proscioglimento sia la misura della pena stessa, cristallizzando i limiti di questo istituto processuale.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza di un concordato in appello. L'analisi si concentra sulla coerenza della pena applicata rispetto a quella pattuita, sulla rinuncia implicita a motivi di proscioglimento e sull'impossibilità di contestare la misura della pena liberamente concordata. La decisione ribadisce la natura negoziale dell'istituto e i limiti dell'impugnazione.
Continua »
Ricorso in cassazione: i limiti dopo il concordato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato), ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contestando la qualificazione giuridica del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso in cassazione inammissibile, ribadendo che, dopo un concordato, i motivi di impugnazione sono estremamente limitati e non possono riguardare aspetti ai quali si è implicitamente rinunciato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello per furto aggravato. La Corte ha ribadito che l'accordo sui motivi di appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale, considerate rinunciate. La manifesta infondatezza del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, contestava il bilanciamento delle circostanze. La Corte ha ribadito che la sentenza emessa ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. non è impugnabile per motivi relativi alla determinazione della pena concordata, salvo i casi di illegalità della sanzione stessa.
Continua »
Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
Un imputato ricorre in Cassazione contestando il calcolo della pena definita tramite un concordato in appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di una sentenza patteggiata in secondo grado è possibile solo per vizi del consenso o illegalità della pena, non per mere contestazioni sul calcolo se la sanzione rientra nell'accordo.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione di attenuanti generiche in un concordato in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che i vizi sulla determinazione della pena, se non illegale, non sono motivi validi per impugnare una sentenza ex art. 599-bis c.p.p.
Continua »
Concordato in appello: rinuncia e statuizioni civili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, stabilendo che la rinuncia ai motivi di impugnazione in un concordato in appello si estende anche alle statuizioni civili. L'imputato, accettando un accordo sulla pena, rinuncia a contestare la responsabilità, fondamento anche del risarcimento del danno. La Corte ha inoltre respinto la doglianza sulla prescrizione del reato di furto aggravato, chiarendo il corretto calcolo del termine decennale.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
Quattro imputati ricorrono contro una sentenza della Corte d'Appello di Bari, emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando vizi nella determinazione della pena. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, ribadendo che l'impugnazione di tali sentenze è consentita solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà, al consenso del PM o alla difformità della pronuncia rispetto all'accordo, e non per contestare la valutazione sulla pena, a meno che questa non sia palesemente illegale.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di patteggiamento in secondo grado (concordato in appello). L'imputato, dopo aver accettato una riduzione della pena, aveva impugnato la decisione per carenza di motivazione. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia implicita ai motivi relativi alla responsabilità, sui quali si forma il giudicato, rendendo inammissibile un successivo ricorso su tali punti.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13912/2024, dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato aveva accettato l'accordo sulla pena, rinunciando implicitamente ad altri motivi, per poi contestare la mancata assoluzione. La Corte ha ribadito che, accettando il concordato in appello, la cognizione del giudice è limitata ai soli aspetti non rinunciati, escludendo la valutazione delle cause di proscioglimento.
Continua »
Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., ha tentato di impugnare la sentenza. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia totale ai motivi di gravame, rendendo ogni successiva doglianza, anche su questioni di legittimità, proceduralmente inaccettabile.
Continua »
Sospensione condizionale pena: quando è negata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione della Corte d'Appello che aveva negato la sospensione condizionale pena, un concordato e le pene sostitutive. La decisione si fonda sui precedenti penali dell'imputato, che hanno portato a una prognosi negativa sulla sua futura condotta, giustificando pienamente il diniego dei benefici richiesti.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha impugnato in Cassazione la sentenza di condanna emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando la mancata verifica delle cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di ricorso contro tale accordo sono limitati a vizi procedurali o all'illegalità della pena, escludendo questioni di merito come la responsabilità penale, ormai cristallizzata dall'accordo stesso.
Continua »
Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione delle condizioni per un proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello non è più possibile contestare la responsabilità o la qualificazione del reato, ma solo eccepire vizi legati alla formazione dell'accordo o all'illegalità della pena.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che tale accordo preclude la possibilità di contestare la responsabilità e la qualificazione del reato, limitando l'impugnazione a vizi specifici dell'accordo o all'illegalità della pena.
Continua »
Ricorso inammissibile post-concordato: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un'imputata contro una sentenza di condanna emessa a seguito di 'concordato in appello'. La decisione si basa sul fatto che i motivi di ricorso proposti (mancata concessione di un'attenuante e richiesta di proscioglimento) non rientrano tra quelli ammessi in questa specifica procedura, che limita l'impugnazione ai soli vizi della volontà o a difformità nell'accordo. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: i motivi validi di ricorso
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza per reati di droga, ottenuta tramite concordato in appello, sostenendo che il giudice non avesse valutato le sue esigenze di risocializzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i motivi di impugnazione per un concordato in appello sono limitati a vizi nella formazione dell'accordo e non possono riguardare il merito della pena concordata, che è stata accettata dalle parti.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti al concordato in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello' (patteggiamento in appello). La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo per vizi procedurali nella formazione dell'accordo e non per contestare il merito della causa, come la qualificazione giuridica dei fatti, poiché tali motivi si considerano rinunciati con l'accettazione del concordato stesso.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti a seguito di un 'concordato in appello', ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo il proscioglimento e la rideterminazione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione contro una sentenza patteggiata in appello è consentita solo per vizi procedurali specifici e non per riesaminare questioni di merito, considerate rinunciate con l'accordo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »